Il caso Air France agita anche il mondo dei sindacati italiani. Le immagini dell’aggressione dei lavoratori contro i manager dell’azienda non hanno lasciato indifferente il segretario generale della Fiom Maurizio Landini. Il sindacalista ha condannato gli atti di violenza contro i vertici dell’Air France ma ha sottolineato che questo clima di tensione è frutto di politiche del lavoro sbagliate e di un divario crescente tra dipendenti e manager divenuto inaccettabile:

Prima la differenza di stipendio tra un manager e un operaio era di 20-30 volte, ora si è arrivati a 500-1.000 volte.

Landini: azienda che chiude è persa per sempre

Landini invoca una distribuzione del reddito più equa ed esprime preoccupazione per la disoccupazione dilagante in Europa, affermando che i lavoratori italiani non si tireranno indietro se i loro appelli dovessero rimanere inascoltati:

Siamo pronti a occupare le fabbriche per difendere il lavoro. Oggi qualsiasi azienda che chiude è persa per sempre. Per difendere posti di lavoro e crearne di nuovi siamo pronti ad utilizzare, democraticamente come abbiamo sempre dimostrato, determinate azioni.

Decisamente più cauta di quella di Landini è la reazione di Nino Cortorillo, segretario nazionale della Filt-Cgil, responsabile del trasporto aereo. Cortorillo ha spiegato che la reazione dei lavoratori francesi è stata eccessiva perché le trattative dei sindacati erano ancora in corso. Secondo il segretario non c’è il rischio che in Italia si verifichino proteste così esasperate dal momento che nel nostro Paese questi gesti non sono mai stati compiuti neanche a livello simbolico.

Intanto in Francia è arrivata la ferma condanna del Presidente Hollande al tentativo di linciaggio dei manager dell’Air France dopo l’annuncio di 2.900 licenziamenti.  Hollande ha parlato di violenze inaccettabili:

Il dialogo sociale è importante e quando questo viene interrotto dalla violenza e i conflitti assumono una forma inaccettabile, ciò può avere conseguenze sull’immagine e la capacità di attrazione del Paese.

Anche il sindacato Cgt si è affrettato a pubblicare una nota in cui condanna le aggressioni fisiche. Il sindacato ha però ribadito che anche i licenziamenti sono inaccettabili, ammonendo l’Air France che “Chi semina vento raccoglie tempesta”.