Il ddl anticorruzione è stato approvato ieri dalla Camera ed è ora diventato legge. Tra le cose che cambiano, vi sono pene più dure per i reati contro la pubblica amministrazione e soprattutto il ritorno del falso in bilancio.

Il nuovo disegno di legge sull’anticorruzione, proposto dal presidente del Senato Piero Grasso che era stato il primo firmatario, è passato alla Camera dei Deputati con 280 voti favorevoli, quelli di Pd, Sel, Ap, Pi e Alternativa libera, 53 voti contrari, quelli di Movimento 5 Stelle e Forza Italia, e 11 astenuti della Lega Nord.

L’approvazione da parte della Camera del ddl anticorruzione è stata accolta con entusiasmo da Matteo Renzi, che ha commentato dicendo: “Soltanto pochi mesi fa sarebbe stato impensabile il risultato raggiunto oggi dal Parlamento sulla lotta alla corruzione” per realizzare “strumenti più stringenti contro il crimine. È una pagina importante che riavvicina la politica, quando decide, alle aspettative degli italiani.” Il premier ha manifestato la sua approvazione anche su Twitter.

https://twitter.com/matteorenzi/status/601443121130418177

Con questa nuova legge sull’anticorruzione, si inaspriscono le pene, che sono aumentate nei confronti di chi commette reati contro la pubblica amministrazione. Il ddl prevede inoltre sconti per chi collabora. La novità più rilevante è però il ritorno del falso in bilancio, con condanne che possono arrivare fino a 8 anni per le società quotate in borsa.

Il falso in bilancio era stato depenalizzato nel 2001 dal governo Berlusconi, che aveva ridotto le pene massime ad appena 2 anni. Adesso è nuovamente un reato di pericolo, perseguibile d’ufficio, tranne nel caso di piccole società non soggette al fallimento. Per la falsificazione del bilancio di una società per azioni quotata in borsa adesso si rischierà tra i 3 e gli 8 anni di reclusione, mentre per le società non quotate le pene sono tra gli 1 e i 5 anni e per le piccole società sono previste condanne che vanno da 6 mesi a 3 anni.

Vengono poi alzate le pene per il reato di corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio di 2 anni, con un massimo passato da 8 a 10 anni e un minimo passato da 4 a 6. Aumentano pure le pene massime per corruzione per l’esercizio della funzione, corruzione in atti giudiziari e peculato. Verranno invece fatti sconti di pena maggiori a chi collabora con la giustizia per individuare altri responsabili di reati di corruzione.

Matteo Renzi sottolinea inoltre che con questa nuova legge anticorruzione ci sarà: “la sostanziale cancellazione della prescrizione, con questa norma non saranno possibili né la prescrizione né forme di patteggiamento”.