Nel corso di un’operazione della Guardia di Finanza di Cosenza per truffe alle assicurazioni, sono state eseguite 144 misure cautelari e notificati altrettanti avvisi di garanzia. Tra tutti il caso più assurdo che emerge dall’indagine è quello di una donna di 37 anni, ora agli arresti domiciliari per infanticidio.

La donna con la complicità di un medico di 57 anni dell’ospedale di Corigliano Calabro, nel 2012 mentre era incinta alla 24esima settimana, ha simulato un incidente stradale denunciando che quest’ultimo le avrebbe provocato la nascita prematura del bambino. La verità, secondo gli investigatori, è invece che la donna sia stata indotta a partorire prematuramente.

La fase ancora più sconvolgente di tutta la vicenda però, arriva quando si scopre che il neonato sarebbe stato lasciato morire poiché non gli sarebbero state date le cure necessarie. Tutto grazie alla complicità del medico.

Dopo aver riscosso i soldi dell’assicurazione, medici e pazienti si sarebbero spartiti il “bottino”. Gli investigatori stanno indagando su altri casi di aborto simili che avrebbero avuto come unico scopo quello di aumentare il risarcimento danni.

Tutti gli indagati adesso dovranno rispondere a vario titolo dei reati di omicidio volontario, falso ideologico, materiale in atto pubblico, corruzione, peculato, frode e truffa ai danni dello Stato.

Al neonato, per sopravvivere, dicono gli investigatori, sarebbe bastata una boccata di ossigeno.

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