Il termine latente (dal latino latĕnte, participio presente di latēre, ovvero ‘star nascosto’) si usa per definire ciò che non si mostra, che non appare visibilmente, che non si manifesta e dunque rimane nascosto (es. forze, energie latenti, ostilità latente, ecc.).

Per quanto semplice, il significato del termine può assumere diverse sfumature a seconda del contesto.

In biologia, per esempio, con l’espressione  “vita latente” si indica la capacità di sospensione temporanea delle attività metaboliche propria di taluni organismi. Questi possono infatti affrontare periodi più o meno lunghi di “morte apparente” (durante i quali i segnali di vita rimangono dunque non evidenti ad un primo sguardo), per poi ridestarsi una volta ristabilitesi le condizioni ottimali alla loro sopravvivenza.

Diversamente, in genetica, con “carattere latente” si intende un carattere genetico che si trasmette in linea ereditaria pur non manifestandosi, per poi ricomparire (rendersi visibile) solo dopo alcune generazioni.

Frequente è poi il ricorso al termine in campo medico, dove con l’espressione “malattia latente” si indica un’infezione che non mostra alcuna sintomatologia evidente: una fase di latenza caratterizza tutte le infezioni al loro stadio di esordio, ovvero durante il periodo di incubazione, stadio che tuttavia può prolungarsi per lungo tempo (come esempio nel caso di infezione da HIV) qualora l’agente patogeno rimanga presente nell’ospite allo stato quiescente.

Con “strabismo latente” si indica poi quella particolare forma di strabismo che si manifesta solo ed esclusivamente quando viene chiuso un occhio, a causa di un imperfetto equilibrio dell’apparato muscolare binoculare.

Per quanto riguarda invece la fotografia, l’“immagine latente” è quella che si va a formare su di una pellicola, lastra o carta fotografica per azione della luce, che si rende tuttavia manifesta (visibile) solo a seguito del trattamento di sviluppo.

Infine, nella psicanalisi freudiana, latente viene definito il contenuto del sogno: la distinzione tra contenuto manifesto e contenuto latente è stata teorizzata da Freud nell’Interpretazione dei sogni, insieme al concetto di sogno come “rappresentazione mascherata di un desiderio represso”. Nello specifico, il contenuto manifesto del sogno è il racconto del sogno stesso, così come viene ricordato dal sognatore; mentre il contenuto latente è ciò che rimane nascosto alla coscienza e deve esser rivelato: il materiale inconscio, il desiderio represso, ed il significato profondo del sogno stesso.

Sinonimi di latente possono quindi essere considerati: nascosto, segreto, recondito, celato, riposto, sfuggente, dissimulato, inattivo, dormiente, quiescente, invisibile e asintomatico. Contrari sono invece: chiaro, evidente, esplicito, palese, attivo, effettivo, ecc.