Al termine di una serie di indagini la squadra mobile di Latina ha finalizzato l’arresto di 22 persone, con l’accusa di essere parte di un’associazione dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi.

È stata infatti scoperta in provincia di Latina una cava ormai dismessa che era stata trasformata dalla banda in un discarica a cielo aperto per rifiuti tossici, presso la quale affluivano camion e macchinari che trasportavano e interravano le sostanze nocive.

A richiedere i provvedimenti è stato il giudice del tribunale di Roma, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, mentre le indagini sono state svolte dal Servizio centrale operativo, la squadra mobile di Latina e la Polizia stradale di Aprilia.

Gli agenti si sono serviti per i vari mesi di indagini di intercettazioni e analisi delle immagini catturate dai sistemi di videosorveglianza installati, fino a scoprire da circa un anno e mezzo l’organizzazione aveva messo in piedi una discarica abusiva. Contestualmente sono stati posti in atto anche vari sequestri di beni a carico degli indagati.

La cava era al centro di un traffico intenso di mezzi pesanti che anche di notte trasportavano i rifiuti per poi interrarli subito con pale meccaniche. A capo dell’organizzazione vi sarebbe un 53enne di Roma e il figlio 22enne. Indagati anche vari imprenditori delle province di Roma e Latina, attivi proprio nel rifiuto del recupero e smaltimento rifiuti.