Per tutelare gli allevatori e i produttori italiani dalle contraffazioni e dalla concorrenza sleale sull’etichetta del latte e dei prodotti caseari dovrà essere indicato obbligatoriamente il Paese d’origine. Il decreto che introduce l’obbligo dell’indicazione d’origine è già stato firmato e portato all’attenzione dell’Unione Europea. Ad annunciarlo questa mattina sono stati il ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina e il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, intervenuti al MICO di Milano per la Giornata nazionale del latte indetta dalla Coldiretti.

Sull’etichetta dovranno essere indicati il Paese di mungitura; il Paese di confezionamento; il Paese di trasformazione. L’obiettivo è garantire più trasparenza e maggiore tutela ai consumatori che scelgono di acquistano i prodotti caseari Made in Italy. Secondo la Coldiretti ogni giorno in Italia si usano 24 milioni di litri di latte “equivalente” importato dall’estero, soprattutto dai Paesi dell’Est Europa.

Le cagliate, i semilavorati e i derivati stranieri vengono impiegati in prodotti venduti come made in Italy, all’insaputa dei consumatori che con i loro acquisti credono di sostenere la filiera agroalimentare nazionale. L’indicazione d’origine in etichetta, già obbligatoria dal 2005 per il latte fresco, tutelerà lo yogurt prodotto con latte italiano, i 488 formaggi tradizionali italiani e le 49 produzioni DOP riconosciute dall’UE.

Nel suo intervento Renzi ha chiesto agli allevatori di non ringraziare il Governo, perché il provvedimento è un atto dovuto per garantire ai consumatori la massima trasparenza sui prodotti agroalimentari. Il ministro Martina si è detto intenzionato a portare avanti la battaglia contro i prodotti contraffatti extra-UE che minacciano il Made in Italy.

L’obbligo di origine in etichetta secondo Martina contribuirà a risollevare le sorti del settore dell’allevamento da latte, che vive una grave crisi in Italia e nel resto d’Europa. La Coldiretti ha apprezzato l’impegno del Governo e ha chiesto di rafforzare gli interventi a difesa del Made in Italy:

Occorre fermare con strumenti concreti la strage delle stalle italiane che mette a rischio un sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di formaggi tipici e soprattutto decine di migliaia di persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado in aree difficili, spesso da intere generazioni.