Non lasciatevi tentare dalla propaganda dell’ISIS perché il lavaggio del cervello jihadista vi rovinererebbe la vita per sempre. A lanciare l’appello agli europei tentati di partire per la Siria è Laura Passoni, una giovane belga figlia di immigrati italiani che ha vissuto ad Al Bab, vicino ad Aleppo, dal luglio 2014 al marzo 2015. La donna ha raccontato la sua drammatica esperienza nell’ISIS al quotidiano La Repubblica per scoraggiare chi si si lascia attrarre dalle false promesse dei jihadisti:

Se avete intenzione di partire, non fatelo. Vi illudono che vivere sotto l’ISIS sia perfetto, ma non è così, e una volta lì è quasi impossibile tornare indietro.

La trentenne belga si era convertita all’Islam ed era partita alla volta della Siria insieme al marito Oussama Rayan, un uomo di origini tunisine conosciuto nel supermercato in cui lavorava, sospettato di terrorismo internazionale. Insieme alla coppia c’era il figlio avuto dalla donna da una precedente relazione. Una volta giunta nel Califfato attraverso la Turchia grazie a una crociera Laura Passoni si è subito resa conta che la vita nei territori conquistati dall’ISIS sarebbe stata un inferno.

La donna, che in Siria ha partorito un altro figlio, racconta di essere stata costretta a vivere segregata tra le mura domestiche senza poter lavorare. I contatti con il mondo esterno e le uscite erano consentite solo in compagnia del marito, che prendeva ogni decisione che la riguardasse.

Laura Passoni spiega che il regime jihadista controlla ogni movimento e azione delle donne, imponendo loro l’obbligo di indossare il burqa. La donna racconta che nel Califfato la sanità è gratuita, che le cure erogate sono diverse dall’Europa e non si pagano tasse ma la vita è molto costosa e nessuno vive bene. Inoltre si vive con il terrore costante che i jihadisti prelevino i figli per arruolarli nelle fila del loro esercito.

La fuga di Laura Passoni dalla Siria

Incapace di sopportare la clausura imposta alle donne dai jihadisti la donna decide di chiedere aiuto ai suoi genitori italiani rimasti in Belgio. Grazie al sostegno dei familiari Laura Passoni riesce a rientrare in Belgio, dove trova ad attenderla la sicurezza nazionale che la condanna a una pena di 5 anni con la condizionale. Secondo le autorità nazionali la donna sarebbe riuscita a fuggire grazie alle trattative con un gruppo di jihadisti in Turchia.

La donna ha dovuto pagare una multa di 15 mila euro e ha rischiato di perdere l’affidamento dei figli. Per 3 mesi la giovane mamma non ha potuto vederli. Il suo pentimento ha spinto il giudice a togliere i bambini dalla custodia dei genitori di Laura Passoni per riaffidarli alla donna. Laura Passoni ancora oggi è costantemente intercettata dalla polizia belga e non può usare i social network per ragioni di sicurezza nazionale. Oggi la donna, che si dice contraria a ogni forma di violenza, frequenta l’associazione dei familiari dei foreign fighter Les Parents Concernés, con sede a Molenbeek.