Cinque morti in dieci mesi.

Questo è il motivo che ha spinto il Governo australiano a dichiarare guerra agli squali.

È stato deciso infatti che, tutti gli squali che si avvicineranno all’area nella quale si trovano i bagnanti verranno catturati e uccisi.

Ovviamente, ha specificato il premier statale Colin Barnett, non si tratterà di una vera e propria ‘caccia allo squalo’, ma piuttosto di un estremo tentativo di preservare i bagnanti, e il turismo.

Potranno essere catturati e uccisi anche gli squali bianchi, specie che può arrivare anche a sei metri di lunghezza e che, in teoria, e che sarebbe protetta.

Dura è stata la reazione degli ambientalisti che, per voce di Peter Robertson, della Wilderness Society, ha dichiarato “abbiamo bisogno di una conoscenza più approfondita degli squali in particolare e dell’ambiente marino in generale, prima di pensare a delle soluzioni. Non possiamo andare e uccidere tutti gli squali”.

Questo pacchetto di sicurezza avrà anche un costo non indifferente, si parla infatti di 5,4 milioni di dollari, 2 dei quali sono stati stanziati proprio per l’identificazione di eventuali esemplari nelle vicinanze dei bagnanti.