Se vuoi lavorare in Ryanair devi aprire una Srl in giro per l’Europa, con tanto di evasione fiscale e il fisco italiano che inizia ora a contestare. I contratti con la famosa compagnia aerea low cost irlandese funzionerebbero proprio così, con piloti assunti da agenzie interinali e poi costretti ad aprire Società a Reponsabilità Limitata.

Il caso, comunque, è complesso: i piloti lavorano e vivono in Italia, ma sono assunti in Irlanda, dove esiste un regime fiscale molto agevolato. E non avendo mai pagato tasse e contributi nel nostro paese, ecco sorgere i primi problemi. Perché il fisco si è messo ora alle loro tracce, recapitando lettere che chiedono anche gli arretrati: c’è gente che deve pagare anche 40 mila euro. E questo nonostante gli stipendi non siano da sogno.

I piloti Ryanair, però, non hanno evaso il fisco volontariamente: l’essere assunti da agenzie interinali in gran parte irlandesi li ha di fatto “costretti” a seguire un percorso ben definito: aprire una Srl (Società a responsabilità limitata) e iniziare a lavorare, sollevando di fatto Ryanair dal doverli assumere. Un pilota Ryanair, che ha chiesto di rimanere anonimo, ha spiegato a Report che queste Srl hanno sede in paesi dove ci sono poche tasse da pagare: Irlanda, Slovacchia, Cipro, Malta, Isola di Man.

Ryanair, dal canto suo, ha rilasciato una nota ufficiale dove precisa: “Più del 50% dei nostri piloti sono assunti direttamente, il resto da agenzie interinali di vari stati europei. Non commentiamo i contratti dei nostri dipendenti, ma la maggioranza dei piloti ha contratti irlandesi, riceve gli stipendi su conti correnti irlandesi e paga tasse e contributi in Irlanda, secondo regole irlandesi ed europee”.