Una buona notizia arriva per il mondo del lavoro dai nuovi dati dell’Istat, dopo quelli non troppo positivi degli scorsi giorni riguardo alla fiducia degli imprenditori. L’occupazione in Italia risulta in crescita nei primi tre mesi del 2016. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, sono infatti 242 mila gli occupati in più. Il tasso di occupazione cresce così dello 0,8%. Una crescita che si estende anche su base mensile, visto che nel mese di maggio si è registrato un incremento di 51 mila occupati rispetto ad aprile.

L’Istat segnala che rispetto al trimestre passato, ovvero gli ultimi tre mesi del 2015, c’è stato un “moderato aumento” dello 0,1%. Un aumento nel mondo del lavoro che “viene dall’occupazione a tempo indeterminato (+341 mila) a fronte della sostanziale stabilità di quella a termine e del calo degli indipendenti. L’incremento è maggiore per il lavoro a tempo parziale”.

Nonostante la legge di stabilità del 2016 preveda delle forme di incentivo meno vantaggiose rispetto a quelle introdotte dal Jobs Act nel 2015, il numero di occupati continua dunque a salire. Matteo Renzi ha commentato in modo moderatamente positivo questi dati sul lavoro: “I numeri dell’Istat riguardano soprattutto i posti a tempo indeterminato, c’è un record storico. Ma contemporaneamente i lavoratori autonomi e le piccole medie imprese sono ancora in sofferenza. I risultati sono sì positivi, ma non ancora sufficienti a rilanciarci”.

Nonostante questa buona notizia, andando a vedere i dati più da vicino va rilevato però che l’aumento dei posti di lavoro per i giovani risulta maggiormente contenuto. Tra gli occupati tra i 15 e i 34 anni c’è stato un incremento di appena 50 mila impiegati in più.

A trascinare i buoni dati per il mondo del lavoro sono allora soprattutto gli over 50, che fanno registrare un balzo notevole, del 4,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Una conseguenza della discussa riforma Fornero, che ha causato un numero minore di uscite per quanto riguarda i lavoratori più anziani.

Stabile risulta poi il livello di disoccupazione, fermo all’11,6%. L’Istat sottolinea inoltre che “si rafforzano ed estendono, in termini congiunturali e tendenziali, i segnali di crescita della domanda di lavoro, con un significativo aumento sia delle posizioni lavorative dipendenti sia delle ore lavorate per dipendente, anche per la consistente riduzione del ricorso alla Cassa integrazione” e che “tende a diffondersi progressivamente a tutti i settori di attività economica, con una maggiore intensità in quello dei servizi”.