Il tasso di disoccupazione in Italia è in calo. A gennaio 2015 la percentuale di dissoccupati è infatti scesa al 12,6%, attestandosi sui livelli di un anno fa e calando dello 0,1% rispetto al 2014. A rivelarlo è l’ISTAT nel suo ultimo rapporto sull’andamento del mercato del lavoro italiano nel quarto trimestre del 2014 e nel primo mese del 2015.

Malgrado il lieve barlume di speranza intravisto a gennaio 2015, i dati sulla disoccupazione in Italia continuano a essere preoccupanti. L’istituto di statistica spiega infatti che il tasso di disoccupazione registrato nel 2014, pari al 12,7%, è il valore più alto mai rilevato dal 1977.

A gennaio la disoccupazione maschile è aumentata dello 0,7%. A trainare la ripresa del mercato del lavoro è stato un aumento dell’occupazione femminile dell’1,6%. Malgrado questo incremento, il mercato del lavoro offre poche prospettive alla popolazione femminile. Mentre il tasso di disoccupazione maschile si attesta sull’11,8%, quello femminile ha raggiunto quota 13,7%. L’Istat svela che l’aumento del numero di occupati nel quarto trimestre del 2014 è stato più significativo nelle regioni centro-settentrionali:

Al più marcato aumento nel Nord (+0,7%, pari a 84.000 unità) e nel Centro (+1,2%, pari a 56.000 occupati) si associa quello contenuto nel Mezzogiorno (+0,3%, pari a 16.000 unità).

Dal report dell’ISTAT emerge un dato positivo sul fronte dell’inattività: rispetto al 2013, nel 2014 è infatti calata la popolazione di inattivi, cittadini che non cercano lavoro e non sono impegnati in percorsi di studio o formazione professionale. Gli uomini inattivi sono l’1% in meno. Per la popolazione femminile la percentuale di inattività si è abbassata in misura ancora maggiore, scendendo dell’1,5%.

Anche la disoccupazione giovanile mostra segnali incoraggianti. I disoccupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni a gennaio 2015 sono calati dal 41,4% al 41,2%. Si tratta del tasso minimo registrato negli ultimi 17 mesi.

Il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha salutato con ottimismo i dati dell’Istat sul tasso di occupazione in Italia:

Il lieve incremento registrato anche a gennaio (+11 mila rispetto a dicembre) porta a un aumento complessivo di 131 mila occupati su base annua. È un risultato incoraggiante dopo diversi anni di caduta dell’occupazione.

Per Poletti il 2015 sarà senza ombra di dubbio un anno migliore per l’occupazione e l’economia italiana. Il Ministro è tornato a parlare del Jobs Act, spiegando che l’eliminazione di alcune tipologie contrattuali più precarizzanti avrà ricadute positive anche sui consumi perché garantirà più sicurezza alle persone, infondendo fiducia nel futuro.

Alle previsioni rosee di Poletti fanno da contraltare i dati sull’andamento del Pil italiano nel 2014, in calo dello 0,4% rispetto al 2013. Si tratta di valori inferiori a quelli registrati nel 2000. Anche gli investimenti fissi lordi nel 2014 sono diminuiti, scendendo del 3,3% rispetto ai livelli del 2013. Ad aumentare è stata invece la già elevata pressione fiscale che pesa come un macigno sulle imprese, frenando la ripresa economica. Nel 2014 la pressione fiscale è passata dal 43,4% del Pil del 2013 al 43,5% del Pil. Il 2014 ha visto crescere anche il debito italiano, passato dal 128,5% del Pil registrato nel 2013 al 132,1% del 2014.

A far registrare dati più incoraggianti sono state invece le importazioni e le esportazioni, in crescita rispettivamente dell’1,8% e del 2,7% rispetto al 2013. Come illustra l’Istat in una nota:

A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato cali in volume nell’agricoltura, silvicoltura e pesca (-2,2%), nell’industria in senso stretto (-1,1%) e nelle costruzioni (-3,8%); nell’insieme delle attività dei servizi vi è stato un lievissimo incremento (0,1%).