L’abbiamo scritto due giorni fa: tra agosto e settembre ci sono 82.000 posti di lavoro in più secondo i dati dell’Istat. Per capire quali siano state le imprese in grado i creare lavoro bisognerà aspettare un mesetto, quando arriverà il consuntivo trimestrale del nostro istituto statistico. In attesa di questi dati, si può utilizzare un’elaborazione della Fondazione Hume che confronta il secondo trimestre 2014 con quello dell’anno precedente per costruire una mappa dei nuovi posti di lavoro.

Secondo questa elaborazione, tra settembre 2013 e quello 2014 ci sarebbe un saldo positivo pari a 130.000 posti di lavoro – comunque bisogna considerare che se il paragone è con il settembre del 2008 c’è comunque un calo pari a 889.000 posti di lavoro. Della nuova occupazione, almeno 80.000 posti di lavoro sono legati all’assistenza sanitaria. Un altro balzo è stato compiuto dall’aumento delle colf e delle badanti – cresciute dell’8,4% in un anno. Sono tutti posti di lavoro a bassa qualificazione – ma comunque meglio di niente.

C’è anche da considerare che sono ricercati anche lavoratori con diplomi e lauree scientifiche o tecniche che saranno impiegati per le nuove frontiere, ovvero – soprattutto  - in Internet e nel campo del software. Si segnala un aumento del 20,8%. In queste richieste sono in prima fila la Lombardia, il Veneto ma anche la Lazio. Un altro aspetto da considerare sono le agenzia interinali. Nei primi sei mesi del 2014, i lavoratori in somminstrazione che lavorano in media in un mese hanno superato la quota 282.000. Un altro segno positivo – del 8,7% – sullo stersso periodo dell’anno precedente – secondo Assolavoro.

Secondo Luigi Brugnaro, presidente di Assolavoro “le imprese che si rivolgono a noi sono le più competitive: non puntano sul basso costo del lavoro e su contratti poco tutelanti, ma fanno perno sulla flessibilità sana”.

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