I dipendenti non possono essere obbligati a lavorare nei giorni festivi. Lo ha stabilito la Cassazione, respingendo il ricorso della nota azienda tessile Loro Piana di Romagnano Sesia.  La compagnia aveva deciso di sanzionare una commessa che aveva rifiutato di lavorare il giorno dell’Epifania. Nel punto vendita di Romagnano i dipendenti dovevano lavorare oltre all’Epifania anche a Santo Stefano, il 25 aprile e il primo maggio.

Secondo i giudici supremi la lavoratrice aveva tutto il diritto di fruire di un giorno di riposo durante la festività e non doveva essere sanzionata dall’azienda.

Il riposo per le festività, così come il riposo domenicale, non hanno una semplice funzione di ristoro ma un’importante fruizione di tempo libero qualificato.

A dare ragione alla commessa erano stati anche il Tribunale di Vercelli e la Corte d’Appello di Torino, reputando la multa comminata alla dipendente dalla Loro Piana illegittima. La Cassazione chiude definitivamente una diatriba giudiziaria durata ben 6 anni.

I lavoratori possono dunque rifiutarsi di andare al lavoro nei giorni festivi. Le aziende, inoltre, non possono violare il diritto di riposo dei dipendenti per più giorni consecutivi, costringendo i lavoratori a rinunciare a tutte le festività. Non mancano però le eccezioni, ristrette ad alcune particolari categorie professionali che svolgono un servizio di utilità pubblica:

Solo per il personale dipendente di istituzioni sanitarie pubbliche o private sussiste l’obbligo della prestazione lavorativa durante le festività per esigenze di servizio e su richiesta datoriale.

Obbligo di lavoro nei giorni festivi solo se c’è accordo con datore

Ovviamente nulla vieta al dipendente di recarsi al lavoro nei giorni festivi di sua spontanea iniziativa e d’accordo con il datore. Come recita la sentenza numero 16592/2015:

Il lavoratore può prestare servizio durante le festività infrasettimanali celebrative di ricorrenze religiose o civili solo se c’è accordo con il datore di lavoro ma non può essere obbligato.