Marzia Corini, 52 anni, medico anestesista all’ospedale di Pisa è finita oggi in manetta con l’accusa di aver provocato la morte del fratello Marco Valerio – di un anno più giovane. L’uomo era conosciuto soprattutto perché era l’avvocato di Buffon – il portiere della Juventus e della Nazionale lo aveva inserito nei Cda delle aziende in cui aveva una partecipazione -, ed era stato presidente dello Spezia a metà degli anni Ottanta.

Secondo le indagini condotte dai carabinieri del nucleo operativo del Comando provinciale di La Spezia, coordinati dai pm Giovanni Maddaleni e Luca Monteverdi – sono gli stessi che hanno poi firmato l’ordinanza cautelare, la donna prima avrebbe fatto cambiare testamento al fratello e poi ne avrebbe accelerato la morte – lui era malato di un tumore in fase terminale – iniettandogli dosi massicce di antidolorifici.

Risulta indagata per circonvenzione di incapace e testamento falso anche una collega di Marco Corini – secondo gli inquirenti, l’avvocato di Buffon negli ultimi tempi non era più lucido, in parte a causa della malattia, ed in parte per la morfina che gli veniva somministrata per lenire il dolore. Giuliana Feliciani avrebbe per un certo periodo di tempo condiviso lo studio con l’avvocato di Buffon, e sarebbe stata lei a convincere Corini a stracciare il primo testamento in cui aveva lasciato alla fidanzata ventenne tutti i suoi averi, salvo la quota di legge destinata ai famigliari, e a sottoscriverne un altro.

A quanto sembra l’indagine è partita dalla fidanzata ventenne di Marco Corini, e sarà complicato per l’accusa dimostrare la condotta della sorella del Corini perché non c’è più un corpo su cui trovare le tracce delle dosi massicce di medicinali che ne avrebbero accelerato la morte. L’avvocato di Buffon aveva deciso che voleva essere cremato e le sue ceneri sparse in mare.