L’ipotesi di smaltire i rifiuti romani nelle discariche e negli impianti di altri Comuni del Lazio e dell’Umbria avanzata ieri dal sindaco Virginia Raggi ha incontrato il secco no di diversi sindaci umbri e laziali. A esprimere con forza il suo diniego alla proposta è stata anche la governatrice della Regione Umbia Catiuscia Marini, che dalla sua pagina Facebook ha escluso perentoriamente l’utilizzo  della discarica di Orvieto e ha tuonato:

Ma che siamo su Scherzi a parte? Ovviamente spero che la notizia sia infondata altrimenti mi trovano, questa volta, ai posti di combattimento.

Anche l’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini si è detta stupita dall’ipotesi formulata dalla Raggi per uscire dall’emergenza rifiuti e scongiurare rischi sanitari. La Cecchini ha invitato la Raggi a chiedere al suo assessore all’ambiente di spiegarle come funziona il ciclo dei rifiuti:

La Raggi forse non è al corrente del fatto che i rifiuti urbani destinati ad operazioni di smaltimento devono essere smaltiti nella Regione in cui vengono prodotti e che inoltre, per utilizzare gli impianti, non basta esserne proprietari, ma è necessaria una condivisione con le istituzioni locali e la comunità.

L’unico modo per smaltire i rifiuti di altre Regioni in discariche fuori dal territorio regionale è la sigla di un’intesa tra Regioni, che al momento sembra lontana:

Per utilizzare l’impianto di Orvieto, occorrerebbe un’intesa tra la Regione Umbria e la Regione Lazio. In ogni caso, l’Umbria, sin da ora, dichiara la completa indisponibilità ad accogliere i rifiuti di Roma, visto che il nostro obiettivo è garantire la durata più lunga possibile alle discariche dell’Umbria che dovranno lavorare esclusivamente al servizio della nostra comunità.

La Cecchini si è detta allibita da questa soluzione, ritenuta bizzarra perché un’emergenza rifiuti scoppiata in una città che conta 5 milioni di abitanti non può certo essere risolta ricorrendo agli impianti di una Regione che in tutto ne conta solo 900 mila.

Bucci: non pagheremo l’incompetenza del M5S

A chiudere le porte alla Raggi è stata anche Nadia Bucci. Il  sindaco del Comune di San Vittore del Lazio ha tacciato i pentastellati di incompetenza:

La sottoscritta è pronta a mettere in campo tutte le azioni necessarie, di concerto anche con gli altri sindaci del territorio, per far sì che per l’ennesima emergenza di Roma a rimetterci non siano ancora i cittadini del Lazio meridionale.

Una posizione condivisa anche dal sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro, che si è detto pronto a una dura battaglia per impedire all’amministrazione capitolina di esercitare ancora più pressione sul termovalorizzatore di Acea a San Vittore del Lazio.