Come sarà la Local Tax? Finora si è sempre detto che avrebbe dovuto accorpare tutti i tributi comunali in una sola imposta. Questa ipotesi però negli ultimi giorni sta perdendo di peso. La colpa è delle difficoltà tecniche che si stanno incontrando per mettere a punto il progetto, così come delle scelte fatte dal governo, che vorrebbe cancellare la Tasi sulla prima casa e ha rinviato la riforma del catasto.

Tra qualche giorno, il premier Matteo Renzi si troverà sul tavolo le prime proposte dei tecnici. A quanto sembra l’imposta dovrebbe finire per assorbire l’Imu e ciò che resterà della Tasi, e dovrebbe essere molto più semplice dei tributi che sostituirà.

Non ci sarà più la giungla di aliquote e detrazioni del passato e sarà possibile pagarla con i bollettini precompilati, come avviene già oggi per la Tari. Nei progetti il governo ogni cittadino dovrebbe avere anche la possibilità di sapere come il comune spende tali soldi.

Accanto alla Tasi sopravviverà anche la Tari – anche perché non è un’imposta ma una tariffa -, oltre ad un canone di natura tributaria che dovrebbe accorpare le imposte comunali minori, come le tasse sull’occupazione delle aree pubbliche e quelle su pubblicità e affissioni.

Difficile anche che vengano cancellate le addizionali Irpef riscosse dai comuni, perché molti contribuenti finirebbero per non finanziare le spese di un comune, ma ne voterebbero il sindaco. Un meccanismo che poco si accorda con la logica del federalismo. Bisogna capire infine dove il governo troverà i soldi per cancellare la Tasi sulla prima casa, ovvero 3,2 miliardi di euro. Una delle ipotesi su cui si sta lavorando è di attribuire ai sindaci l’incasso dell’Imu sui capannoni, ma visto che il gettito per questa parte dell’imposta è di circa 2 miliardi di euro, bisognerebbe vedere dove si troverebbero gli altri soldi.