Jean-Marie Le Pen, padre fondatore nonché presidente onorario del Front National, è stato ricoverato ieri sera in un ospedale di Parigi a causa di un non meglio precisato “problema cardiaco”. A renderlo noto alla televisione francese I-Tele è stato lo stesso Le Pen, che secondo la stampa francese attualmente sarebbe sottoposto a esami di accertamento: “Ho avuto un piccolo problema cardiaco, non gravissimo. Sto bene, sto a letto e ne approfitto per riposarmi“. Tranquillizzanti anche le parole del partito da lui fondato, e com’è noto ora diretto dalla figlia Marine: “Non è nulla di grave“, ha detto un portavoce del Front National, “si tratta di un controllo di routine“.

Con tutto il rispetto per le condizioni cliniche di un vecchio xenofobo, la notizia acquista peso soprattutto se letta alla luce degli avvenimenti degli ultimi giorni. Si mormora, infatti, che l’equilibrio ballerino del cuore del politico sia stato messo ulteriormente a repentaglio da alcuni recenti “choc emotivi”, tra cui un incendio che tre mesi fa ha quasi distrutto casa sua. Il più importante di questi scossoni, tuttavia, sarebbe la decisione della figlia Marine di tagliar fuori il padre dalla corsa alle elezioni regionali in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, a causa delle continue sparate razziste del genitore. Non che sia una novità, ma effettivamente frasi del tipo “le camere a gas sono un dettaglio della storia“, o la riabilitazione di quello che in Francia è considerato il vigliacco traditore per eccellenza, ovvero il collaborazionista Petain, non sono esattamente quello che ci vuole in campagna elettorale.

Marine Le Pen, i cui sforzi negli ultimi anni sono stati tutti volti a togliere il Front National dall’isolamento in cui l’avevano costretto le posizioni estremiste della vecchia generazione, non ha preso affatto bene i deliri del padre 87enne, estromettendolo dalla competizione elettorale e minacciandolo anche di espulsione dal partito. Il prossimo 27 aprile, dottori permettendo, Jean-Marie Le Pen dovrà comparire davanti all’organo disciplinare del Front National per ricevere le sanzioni previste dal suo comportamento. Difficile che si arrivi all’espulsione, dal momento che lo stesso Jean-Marie ha facilitato le cose, rinunciando alla candidatura e sostenendo la nipote 25enne Marion Marechal-Le Pen.