“Sicuramente la manovra del comandante Schettino non è stata casuale. Lui, finché poté ancora usare i timoni, impostò la manovra tenendo conto delle correnti e del vento: i timoni si sono bloccati solo dopo l’ultimo ordine dato da Schettino, il ‘tutto a dritta’ ”.

Queste le parole di uno degli avvocati difensori dell’ex comandante Francesco Schettino che, in aula in questi giorni, sta tentando di dimostrare l’eroicità della sua manovra, una manovra che cercò di recuperare il danno già commesso e che, a suo dire, sarebbe stata in grado di permettere il salvataggio di 4.200 persone.

I periti però sembrerebbero avere opinioni differenti.

Secondo quanto riportato in aula infatti, quanto dichiarato da Schettino non sarebbe realistico visto che la richiesta di mettere la ‘barra tutta a dritta’ farebbe più pensare alla volontà del comandante di allontanarsi dalle coste e non di rimanese sottocosta.

Inoltre bisogna considerare che il propulsore e i motori non funzionavano di conseguenza è stato il vento l’unico responsabile della manovra che ha, effettivamente, messo una toppa a quella azzardata di Schettino.

Procedono dunque le udienze e nei prossimi giorni si cercherà di capire cosa sia realmente successo quella notte e, quindi, chi siano i responsabili di tanto dolore.