La notizia proviene dalla Cnn: il Pentagono avrebbe stilato una lista dei leader Isis che andrebbero eliminati. L’elenco di leader Isis è ovviamente considerato segreto ma alcuni dei nomi presenti non lo sono di certo, primo fra tutti quello del nuovo califfo, Abu Bakr-al-Baghdadi, che figurerebbe addirittura in cima alla lista.

Fra tutti i leader Isis che sarebbero stati individuati dal Pentagono, è proprio il califfo Al Baghdadi quello che l’intelligence americana vorrebbe sicuramente eliminare. Ma il califfo del Nuovo Stato Islamico è anche il più difficile da catturare poiché sembra che abbia adottato una strategia ben precisa: appare poco in pubblico, appare poco in video, è piuttosto cauto nei suoi movimenti e vive protetto dai suoi fedelissimi. Insomma, una strategia che tende a misurare la sua presenza, in modo, forse, da offrire il minor numero possibile di elementi per essere individuato. L’unico video in cui si è mostrato per diverso tempo è stato il primo diffuso in occasione della sua elezione a nuovo califfo dello Stato Islamico. Dopo di quello, poco o quasi nulla.

Ovviamente Al Baghdadi e i suoi fedelissimi luogotenenti non sarebbero gli unici nel mirino del Pentagono: molti dei suoi fedelissimi avrebbero militato nelle forze armate di Saddam Hussein e si sarebbero occupati della strategia terrorista. Altri, invece, vengono definiti “facilitatori” e si tratta soprattutto di responsabili locali che aiutano la fazione di Al Baghdadi ad espandersi più facilmente.

Leader Isis: gli altri capi

Un altro nome che potrebbe trovarsi nell’elenco dei leader Isis da eliminare, potrebbe essere quello di Jihadi John, sulla cui testa pendono le uccisioni di numerosi ostaggi catturati in Siria. Nonostante le ricerche, di lui non vi è ancora traccia. Nelle scorse settimane si era diffusa la voce che l’uomo potesse essere arrivato in Siria dalla Gran Bretagna. Indiscrezioni si sono diffuse anche sulle identità di altri boia: militanti jihadisti di origine portoghese ma cresciuti in Inghilterra oppure il presunto americano coinvolto nella decapitazione dei 21 copti egiziani avvenuta a Sirte.