La manifestazione della Lega in piazza del Popolo si apre con un messaggio chiaro: Matteo Salvini apre all’estrema destra di Casapound – un suo esponente parla dal palco, oltre ad altri gruppi di estrema destra come i francesi del Bloc Identitaire e i tedeschi di Pegida – questi ultimi conosciuti in Germania per le marce anti-Islam. A questo bisogna aggiungere lo striscione srotolato dalla terrazza del Pincio con la scritta “Berlusconi politicamente defunto, meglio soli“, con il logo della Lega.

Per il resto di politica ce n’è ben poca. Tanti slogan – “Nella nostra Italia si dice ai Rom: tra tre mesi vi sgombriamo e arrivano le ruspe“, “Renzi servo sciocco di Bruxelles” e ancora “strumento di sinistra a disposizione di chi vuole annientare l’economia dell’Italia“, “Non deve esistere l’eccesso di legittima difesa. Se entri in casa mia in piedi, sai che potresti uscirne steso“, “A destra della destra? Io non distinguo gli uomini tra destra e sinistra, nel 2015 distinguo le persone tra chi lavora e parassiti e noi difendiamo quelli che lavorano” – ma pochi contenuti – al di fuori della trilogia patria, nazione e identità.

Tra le poche proposte che Matteo Salvini fa, qualcosa si può condividere, no all’embargo verso la Russia – tanto serve a poco – come pure alla guerra in Libia, mentre per il resto si tratta di proposte irrealizzabili. L’introduzione di una flat tax al 15%, come hanno spiegato in più occasione gli economisti di Lavoce.info, creerebbe una voragine nei conti pubblici pari a 100 miliardi di euro. Dove verrebbero presi questi soldi? La stessa domanda si può fare per un altro tormentone del segretario leghista: l’abolizione della legge Fornero. Matteo Salvini non ha mai spiegato dove troverebbe i soldi per finanziare questo passaggio.

E’ molto più facile inventarsi un pantheon di citazioni che va da don Milani a don Sturzo, da Marco Paolini – per la tragedia del Vajont – a Mauro Corona, dal genocidio degli armeni – per il quale “la Turchia dovrebbe chiedere scusa prima di entrare nell’Unione Europea” – alle foibe.

Non è direttamente in piazza, ma partecipa alla manifestazione anche la leader del Front National francese, Marine Le Pen. La prossima candidata all’Eliseo saluta la manifestazione romana e parla di “politiche mortifere che arrivano dall’Europa” e di un “immigrazione che sta trasformando l’Europa“. Temi che uniscono il movimento francese alla Lega.