La Lega Nord in Lombardia ha lanciato una nuova iniziativa destinata a far molto discutere. Il partito guidato da Matteo Salvini ha infatti proposto che venga discusso nel Consiglio regionale lo stanziamento il prossimo anno di 50 mila euro destinati alla realizzazione di un call center anti gender, ovvero rivolto alla segnalazione di quelle iniziative che, secondo loro, possono essere contrarie ai valori della famiglia tradizionali.

Il primo firmatario di questa proposta della Lega Nord è Massimiliano Romeo, che vuole l’attivazione di un numero verde attivo 24 ore su 24 che dovrebbe permettere: “a genitori, studenti e personale scolastico di segnalare episodi contrari ai valori della famiglia, con particolare attenzione alla tutela dei minori”.

Per realizzare un call center di questo tipo, subito ribattezzato “anti gender”, sarebbero necessari 50 mila euro per l’assessorato alle Culture, identità e autonomie guidato da Cristina Cappellini, anch’essa della Lega Nord.

Massimiliano Romeo dice che questa proposta riprende la mozione per “contrastare la diffusione della teoria gender nelle scuole lombarde” già approvata lo scorso ottobre, e quindi aggiunge che ha la benedizione da parte del governatore della Lombardia: “È poi emersa il 17 ottobre, durante la manifestazione dedicata alla famiglia. Quando anche il governatore Roberto Maroni ha dato il suo ok”.

Il rappresentante della Lega Nord ha inoltre dichiarato l’obiettivo del call center: “Noi vogliamo sapere dove ci sono questi insegnamenti, o vengono adottati libri che li promuovono. Una volta individuati gli istituti in questione, la Regione potrà intervenire o chiedere al ministero di muoversi. La nostra è una mozione a favore della famiglia, nucleo fondamentale della nostra società”.

La proposta da parte della Lega Nord non è stata bene accolta dal Partito Democratico, che tramite il consigliere regionale Fabio Pizzul fa sapere: “Ci risiamo. L’ossessione leghista per gender e dintorni si materializza anche nella discussione di bilancio. Fatico davvero a comprendere l’utilità di un call center, magari con sede a Paternò, con cui raccogliere segnalazioni su fantasmi che esistono solo negli incubi padani. Mentre il governo vara misure concrete per le famiglie numerose, in Lombardia rimaniamo fermi alla propaganda”.