Bagarre in aula, in Senato, nella tumultuosa serata del 31 luglio. La maggioranza battuta dall’opposizione, che si scatena e contesta. La Lega Nord è naturalmente in prima linea con slogan e cartelli. Un paio di questi, però, contengono un errore grammaticale grossolano: Qual’è merce di scambio? L’apostrofo galeotto non sfugge ai senatori del Partito Democratico che ironizzano sui social network postando le foto incriminate.

Molti si sono anche domandati se in realtà i senatori del Carroccio non volessero in realtà scrivere “Quale merce di scambio?”. Tra i più scatenati leghisti c’è Paolo Arrigoni, uno dei due che sorregge il cartello con l’errore grammaticale.  C’è chi ironizza, appunto, scrivendo che va bene fare opposizione dura, ma non alla grammatica italiana. Sempre che la Lega Nord si consideri naturalmente un movimento facente parte del Bel Paese.

Su Twitter si scatena un’altra bagarre, sicuramente più simpatica di quella che ha impedito ieri di andare avanti con la seduta a Palazzo Madama. C’è chi commenta: “Quel cartello è la conferma che i cervelli sono ormai tutti all’estero”. “Quell’apostrofo è la conferma dell’ignoranza della nostra politica”. “Mi sa che le elementari era meglio finirle”.