Come prevedibile il ddl inerente la legalizzazione della cannabis che oggi approda alla Camera andrà incontro a una fiera opposizione che potrebbe allungare i tempi della discussione (si tratta peraltro dell’ultima settimana di lavori del Parlamento prima della chiusura estiva).

A settembre il Pd dovrà fronteggiare i malumori dei partiti che ne costituiscono i principali alleati, in primis Nuovo Centrodestra e Area Popolare.

Nella giornata di ieri Maurizio Lupi ha tuonato contro il promotore della legge, il senatore Benedetto Della Vedova del Gruppo Misto, insinuando non solo la pericolosità della proposta ma anche la sua inutilità. Nel suo appello Lupi ha chiesto a Della Vedova di impegnarsi di più “svolgendo al meglio il delicato incarico di sottosegretario alla Farnesina. Lasci alla libera determinazione del Parlamento la discussione su un provvedimento inutile e dannoso per la vita dei giovani”.

Importante anche l’opposizione di Beatrice Lorenzin, ministro della Salute e membro dell’Ncd: “Noi diciamo no e questa deve essere l’occasione per mettere al centro dell’agenda italiana la lotta alle dipendenze: alcol, droga, gioco. Non possiamo parlare dei giovani e poi abbandonarli, alcol e droga sono una piaga in questo momento”.

Della Vedova dal canto suo ha replicato con una certe verve, ricordando l’elemento criminale in gioco e la distopia del controllo delle vite dei cittadini, ricordando la compromissione dello Stato in questa situazione: “Vediamo cosa sia ‘dannoso per la vita dei giovani’: lasciare le cose come stanno oggi (nessun controllo e monopolio criminale nel mercato della cannabis) oppure legalizzazione, controlli e soldi alla Stato anziché alle mafie? E il ministro Lorenzin sulla cannabis oggi dice che le dipendenze sono una piaga, anche alcool e tabacco. Va bene, ma, per capire: intende proibire birra e sigarette?

Nel frattempo sono circa 1700 gli emendamenti presentati nelle commissioni Giustizia e Affari sociali che hanno competenza sulla questione e che rischiando di rendere la discussione una questione infinita.

In ogni caso la legge – che prevede comunque limiti alla coltivazione e alla detenzione – ha trovato un appoggio trasversale che raggruppa una buona parte dei parlamentari, con aderenti in quasi tutti i partiti a esclusione dei centristi, che sembrano compatti su questo punto.