L’allarme di Legambiente parte dai risultati degli studi di Goletta Verde, la nave dell’associazione che ha il compito di campionare le acque dei mari italiani. Su un totale di 260 provette esaminate sono circa il 40% quelle in cui la concentrazione batterica è particolarmente elevate.

Un fenomeno che deriva dai problemi che cronicamente le regioni italiani hanno con la depurazione delle acque, come rileva anche la statistica che vede l’Italia come uno degli ultimi Paesi per presenza di impianti di filtraggio degli scarichi a mare.

Purtroppo sembra che gli allarmi lanciati da Legambiente servano a poco, in quanto non sono stati riscontrati miglioramenti nei litorali di Lazio, Calabria, Campania e Sicilia, a 5 anni dalle prime segnalazioni.

Altro annoso problema è quello dei rifiuti gettati in mare, la maggior parte dei quai (il 96%) è un prodotto delle plastiche e quindi di difficile dissoluzione e smaltimento, vista la permanenza anche in forma di microresidui.

Le zone più inquinate risultano essere le foci di fiumi, torrenti, canali, fossi e punti di scarico: in tutto comprendono l’87% dei punti critici rilevati, mentre il restante 13% è relativo alle spiagge frequentate anche dai turisti.

Le rilevazioni di Golettaverde hanno preso in considerazione parametri microbiologici (presenza di enterococchi intestinali, Escherichia coli) e i livelli di soglia considerati sono quelli previsti nella normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010), con segnalazione di forte inquinamento per i valori superiori al doppio di questo limiti.

Sui 105 campioni ritenuti inquinati sono ben 86, e quindi l’82%, quelli che hanno superato questa soglia e che quindi hanno raccolto il giudizio di “fortemente inquinato”. n tutto Goletta Verde ha pattugliato circa 7412 km di costa italiana. Ancora una volta le acque più limpide e sane sono quelle della Sardegna, che ha fatto registrare solo 5 situazioni ritenute critiche, sempre in presenza di foci di fiumi, fossi e canali.

Discorso a parte quello fatto per i divieti di balneazione, per i quali in Italia esiste molta disinformazione, derivante anche dall’assenza di cartelloni e segnali adeguati. Serena Carpentieri, responsabile campagne di Legambiente ha spiegato che “i tecnici di Goletta Verde hanno avvistato solo 16 di questi cartelli informativi, presenti solo nel 9% dei punti. Per quel che riguarda invece i cartelli di divieto di balneazione, dei 91 punti vietati alla balneazione dalle autorità competenti, solo 23 presentano un cartello di divieto di balneazione. Nel 10 per cento dei casi dove i cartelli di divieto sono assenti, troviamo una presenza media o alta di persone che, ignare, fanno il bagno“.