La Consulta ha bocciato la cosiddetta legge anti moschee che la Lega aveva voluto in Lombardia. In realtà si trattava di una legge regionale sui luoghi di culto, che avrebbe introdotto nuove regole – più restrittive – per aprirne di nuovi. La legge anti moschee era stata impugnata dal governo di Matteo Renzi ma il testo legislativo era stato in qualche modo segnalato anche dal sindaco del capoluogo lombardo, Giuliano Pisapia, dalla Curia, dall’Anci e dall’opposizione di centrosinistra.

E ieri è arrivato il verdetto definitivo della Corte Costituzionale: la legge regionale sui luoghi di culto voluta dalla Lega nella Regione Lombardia è stata bocciata in quanto discriminatoria del principio di libertà del culto. Per le motivazioni complete occorrerà attendere ancora qualche giorno ma ciò che è certo è che la giunta di Roberto Maroni ha visto soccombere la propria legge anti moschee con cui si sarebbero imposte regole più severe e onerose. Osteggiata da più parti, la normativa aveva invece avuto l’appoggio dell’intero centrodestra, compreso il partito di Angelino Alfano (NCD).

Il governatore della Lombardia Roberto Maroni non ha preso affatto bene la bocciatura della Corte Costituzionale tanto aver commentando così su Twitter: “La Consulta ha bocciato la nostra legge che regolamentava la costruzione di nuove moschee. La sinistra esulta: Allah Akbar“. La legge regionale della Lombardia, battezzata legge anti moschee, aveva aggiunto tutta una serie di paletti – la maggior parte dei quali di tipo urbanistico – che rendevano praticamente impossibile ottenere l’autorizzazione all’apertura di nuovi centri in cui praticare il culto. La legge aveva inoltre istituito la possibilità di indire un referendum tra i cittadini del Comune interessato, affinché ci si potesse esprimere in merito alla costruzione dei nuovi spazi di culto ma anche l’obbligo di telecamere all’estero del plesso e collegate alla questura, di parcheggi grandi il doppio dell’immobile dedicato all’esercizio del culto e il parere preventivo di residenti e forze dell’ordine.

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