E’ passata in via definitiva la legge che in Israele vieta a modelle malate di anoressia di lavorare. Da ieri la legge è in vigore, modelli e modelle con indice di massa corporea inferiore a 18.5 non possono apparire sui giornali, né in passerella. I genitori di ragazzine malate possono trascinare in tribunale editori, direttori, case di moda e fotografi per istigazione alla magrezza. Un bel passo avanti se pensiamo che questa legge prevede anche di vietare un uso smisurato di photoshop. Basta quindi donne lontane dalla realtà, basta modelli irraggiungibili.

Un passo forte ed importante. Quando è iniziata la mia rivoluzione curvy nel lontano 2007, cose come quelle successe in Israele erano lontanissime. Non ci si pensava nemmeno. Quando sono entrata nel sistema moda, vedere donne con la mia fisicità era come vedere un alieno atterrato sul pianeta terra. L’anoressia è la malattia del nostro tempo: una realtà che dilaga sempre più. I dati sono allarmanti: ogni anno solo in Italia si ammalano più di 6000 persone. Anoressia e bulimia fanno parte della grande famiglia dei disturbi alimentari, e tra questi c’è l’obesità. In particolar modo ho avviato un programma di sensibilizzazione nelle scuole per la prevenzione dei Dca in cui facciamo un focus sull’obesità infantile, altra grande piaga della nostra ora.

Il pensiero comune ci porta a dire che è la moda che istiga a diventare malati. Sarebbe molto più semplice se così fosse. Invece di disturbi alimentari possiamo ammalarci tutti: sono disturbi dell’anima, fame d’amore. Indubbiamente i media con le loro immagini di donne e uomini sempre più pelle e ossa non fanno altro che alimentare la
convinzione che quel modello fisico è giusto. Ecco perché da oltre sei anni mi espongo in prima persona con campagne di sensibilizzazione e mi trovo qui a parlarne. Bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto, ricordatevi che l’anoressia non è estetica, di ANORESSIA SI MUORE.

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