Nella legge di bilancio arrivata allo scrutinio della Camera dei Deputati è previsto che nel 2017 vi siano 10mila assunzioni nel settore della pubblica amministrazione: una misura presa per ovviare ai deficit della macchina burocratica.

I 10mila posti in oggetto, per i quali verranno disposti appositi concorsi, sono slegati dalle altre assunzioni già annunciate nel campo della sanità, della scuola e delle forze dell’ordine.

Per far ciò e per avviare un’operazione di turnover la manovra dispone lo stanziamento di un fondo da circa 350 – 400 milioni di euro, parte dell’intero finanziamento di 1,9 miliardi di euro destinati al pubblico impiego.

Secondo le prime indiscrezioni sembra che la manovra non preveda quote fisse per i singoli settori, ma che ogni decisione venga presa a partire dal fabbisogno specifico, per ovviare a un rinnovo fermo alla quota del 25%, ovvero un nuovo arrivo in ufficio ogni quattro uscite.

Tra i campi che sembrano avere più bisogno di un’immissione di nuova forza lavoro ci sono quello della giustizia, in cui c’è bisogno di personale nella cancellerie e in tribunale, e dei beni culturali, alla ricerca di archeologi, bibliotecari, storici dell’arte e architetti.

Si continua a discutere sulla proposta di rinnovo del contratto degli statali avanzata dalla ministra Madia nella sua riforma: i fondi previsti sono di circa 1 miliardi, una cifra però giudicata dai sindacati insufficiente, che secondo stime interne parlano di aumenti di circa 20 euro al mese, e incongrua rispetto a quanto perso durante il blocco contrattuale andato avanti per sette anni.