Non è una lettera di richiamo propriamente intesa quella inviata dall’Unione Europea all’Italia in merito alla bozza della legge di bilancio presentata lo scorso 18 ottobre.

Lo ha dichiarato lo stesso Pier Carlo Padoan, il ministro dell’Economia, che ha spiegato che “è una lettera assolutamente normale, per noi così come per altri Paesi che l’hanno ricevuta”.

Si tratta di un testo lungo circa un pagina, che evita appunti politici per focalizzarsi sulla pura economia: in particolare è stato contestato l’andamento del deficit strutturale. Nella lettera si legge infatti che “il cambiamento previsto del saldo strutturale nel 2017, calcolato in base alla metodologia concordata, è negativo, e ben al di sotto dello 0,6% del Pil o più richiesto dal Consiglio il 12 luglio 2016”: le previsioni italiane stimano infatti un peggioramento verso lo 0,4%, inferiore di un punto rispetto a quanto raccomandato.

Il tema della contesa, esteso anche al deficit nominale passato dal 2,2% al 2,3%, viene affrontato da Padoan, che per giustificare l’andamento che non rispetta le aspettative ha parlato di “spese eccezionali per i terremoti e l’immigrazione, che servono per uno scopo non solo italiano ma europeo su cui stiamo mettendo risorse nostre e non dell’Europa. Senza queste voci, il deficit che il governo ha postato al 2,3% al 2017 scenderebbe sotto il 2%“. Il ministro ha promesso però che, fatte salve le necessarie delucidazioni del caso, la manovra non cambierà in quanto già definita nel dettaglio.

A rispondergli il commissario Ue agli affari economici Pierre Moscovici, il quale ha affermato che “non bisogna minimizzare ma neanche esagerare le lettere: la Commissione dialoga con i governi, e abbiamo quindi semplicemente formalizzato il dialogo in corso”.

Molto meno diplomatico il premier Matteo Renzi, che ai microfoni di Porta a Porta ha commentato le richieste dall’Europa in merito alle spese fatte per gestire l’emergenza migratoria: “Se l’Ue vuole abbassare le spese per i migranti in Italia noi abbassiamo le spese. Aprano le porte e noi abbassiamo spese, invece della bocca aprano il portafoglio. Noi non stiamo sforando, stiamo rispettando le regole. Il 2017 sarà un anno decisivo. Abbiamo il dibattito sul bilancio europeo e poi c’è il dibattito sulle regole di politica economica. Se l’Italia arriva forte saremo il Paese attrattore perché gli altri hanno le elezioni e noi possiamo trainare“.