Duro attacco di Susanna Camusso, leader della Cgil, al testo della legge di stabilità del 2016 che nel corso della giornata di ieri è stato presentato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dal Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Secondo la leader sindacalista, infatti, il testo della manovra mostrerebbe scelte criticabili da parte del governo sotto molti punti di vista, soprattutto per quanto riguarda i temi che a lei stanno più a cuore, il lavoro e le pensioni.

Per quanto riguarda le pensioni, l’esenzione fiscale (la cosiddetta no tax area, che dovrebbe essere elevata a coloro che hanno reddito fino a otto mila euro l’anno per gli over 75 o di settemilasettecentocinqua per coloro che hanno meno di 75 anni) è ancora in bilico e la decisione finale spetterà alla flessibilità sul deficit che potrà garantire o meno l’Unione europea.

Secondo Susanna Camusso la legge di stabilità per il 2016 sarebbe: “Una manovra espansiva solo per alcuni, e mediamente non con tutta quella parte fondamentale per la crescita del Paese che si chiama mondo del lavoro. Mi pare evidente che ci sia una scelta che affida nuovamente al sistema delle imprese l’idea dello sviluppo e della crescita“.

Non si tratta comunque dell’unico punto contestato dalla leader della Cgil. La Camusso ne ha avute anche da dire sulle risorse sui contratti pubblici: “Sono 200 milioni, neanche 300: il valore del lavoro pubblico per questo Governo equivale a 5 euro al mese” e sulla cancellazione della tassa sulla prima casa, che lei contesta soprattutto perché sarebbe un’iniziativa non basata sulla progressività.

La Camusso appoggia invece la scelta di introdurre l’ecobonus: “Funziona e siamo assolutamente favorevoli al provvedimento sugli ammortamenti che favorisce la spesa per investimenti“.