Oggi il vice ministro dell’Economia in quota Pd Enrico Morando ha rilasciato un’intervista su La Stampa in cui spiega alcune delle misure su cui sta lavorando il governo Renzi. Cosa ci dobbiamo aspettare nella prossima legge di Stabilità? Poco o niente per quanto riguarda le pensioni.
Secondo Enrico Morando “si potrà pensare magari a interventi marginali, poco significativi“, ma non a una riforma del sistema pensionistico, perché “l’ha già fatta il governo Monti“.

Non ci sarà nemmeno l’introduzione di un reddito minimo garantito. L’esecutivo, secondo Morando, “sta ragionando su un intervento per le situazioni di povertà assoluta nelle famiglie che hanno figli a carico. Quei bambini sono gli esclusi di domani, sono la nostra priorità“.

Il fulcro dell’attività del governo sarà però concentrato sulla riduzione della pressione fiscale. Nella legge di Stabilità 2016 dovrebbe esserci la cancellazione dell’Imu e della Tasi sulla prima casa, più l’Imu sugli imbullonati e sui terreni agricoli – 3,5 miliardi per la prima mossa, un altro mezzo miliardo per la seconda.

E questo dovrebbe essere solo una parte di una manovra complessiva che dovrebbe comprendere il taglio di Irap e Ires, e poi dell’Irpef. L’obiettivo che si pone il governo Renzi è di avere una pressione fiscale sul lavoro e sull’impresa equivalente a quella tedesca – e intende raggiungere questo obiettivo entro il 2018.

Si tratterebbe complessivamente di trovare coperture per una quarantina di miliardi che secondo Morando dovrebbero arrivare dalla “riduzione della spesa, nel contrasto all’evasione fiscale, in una nuova flessibilità europea e poi, come speriamo, nella crescita“.

A proposito di occupazione infine Morando ricorda che i dati Istat e Inps dimostrano come “l’indeterminato sta diventando la soluzione contrattuale normale grazie a un massiccio processo di trasformazione da contratti precari a contratti stabili“.