La legge di Stabilità sta facendo molto discutere e sta scatenando un notevole numero di critiche e di proteste. Sul piede di guerra ci sono in particolare le Regioni e i Comuni, che temono con la nuova riforma finanziaria di poter fallire.

A lanciare l’allarme è soprattutto Sergio Chiamparino, il governatore del Piemonte. Secondo lui i tagli previsti dalla legge di Stabilità di 17 miliardi di euro possono mettere a rischio la sopravvivenza delle Regioni, oltre a causare un aumento nel costo dei ticket e della Sanità in generale per i cittadini.

Matteo Renzi non è rimasto sordo a queste proteste e ha indetto un incontro per questo mercoledì per discutere della nuova legge di Stabilità con le Regioni. Un appuntamento che però si preannuncia parecchio acceso, visto che il presidente del Consiglio non sembra avere intenzione di arretrare sulla manovra e avrebbe confidato al suo staff: “Ora ci divertiamo, sul serio. […] Sulla Sanità ci sono più soldi del passato. […] Le tasse devono scendere”.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Claudio De Vincenti ha dichiarato che le Regioni non devono preoccuparsi della legge di Stabilità, poiché il “Fondo Sanitario Nazionale nel 2016 aumenta di un miliardo e che la Legge di Stabilità supporta le Regioni, sulla parte non sanitaria, con un ulteriore miliardo e 300 milioni”.

Non è però dello stesso parere Sergio Chiamparino: “Se non cambiano questi dati vorrà dire che sui farmaci innovativi ci sarà qualcuno a cui bisognerà dire di no, ma questa è una responsabilità enorme. […] Se si ritiene che la sanità possa funzionare meglio con un sistema centralizzato noi siamo pronti ad affrontare sfida, purché non si faccia in maniera strisciante e surrettizia”.

Contraria alla nuova legge di stabilità anche Susanna Camusso, che ha dichiarato che questa manovra finanziaria: “favorisce chi ha di più”. Qualche critica arriva pure da Giorgio Squinzi, il presidente di Confindustia, che approva la legge di Stabilità in linea generale, ma sottolinea la mancanca di interventi in favore di innovazione, ricerca e Sud Italia.

Preoccupazione sulla legge di Stabilità del governo Renzi è espressa anche da Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università degli Studi di Milano Bicocca, che in un’intervista dichiara: “La Tasi era uno strumento che i Comuni potevano usare con qualche margine di flessibilità per reperire risorse. Al suo posto ora ci sarà lo Stato che fornirà agli enti locali risorse della stessa entità. Non è però la stessa cosa, perché un Comune poteva essere incentivato ad attuare una politica di riduzione delle aliquote. Non è neanche chiaro sulla base di quale anno di gettito avverrà la copertura delle risorse”.