Superata ampiamente la mezzanotte, il Senato ha votato a favore della fiducia posta dal Governo sul maxiemendamento alla legge di stabilità. I voti a favore sono stati 171 (maggioranza richiesta 154), 135 i no. Ma l’approvazione finale della legge è slittata alla mattinata del 27 novembre. Prima si è riunito il Consiglio dei ministri per approvare la nota di variazione al bilancio dello Stato, derivante appunto dalle modifiche apportate in Senato alla legge di stabilità; subito dopo, si è riunita l’aula di Palazzo Madama per votare sulla nota e sul bilancio. In quest’ultimo voto, i sì sono stati 162 e i no 115. Ora il provvedimento torna alla Camera dei deputati.

Il voto di questa notte ha segnato ufficialmente la nascita di una nuova maggioranza. Forza Italia è passata all’opposizione. Le parole in aula del nuovo capogruppo, Paolo Romani, sono state chiarissime: “Il Governo non merita la nostra fiducia. Questa è la legge di stabilità delle poltrone“.

Ora il Governo di Enrico Letta (foto by InfoPhoto) si regge al Senato sui voti di Pd (108 membri), Nuovo centrodestra (29), Scelta civica (20), Gruppo delle autonomie (10): quindi 167. Ai quali potrebbero aggiungersi di volta in volta quelli dei cinque senatori a vita e dei transfughi del Movimento 5 stelle. La maggioranza richiesta è di 161.

Alla Camera invece non ci sono per il momento problemi. Sulla maggioranza di 316, il Pd ha 293 deputati, Scelta civica 46, Nuovo centrodestra 29: totale 368.