La materia è economica ma la vicenda è tutta politica. A notte fonda, verso le 2.30 di martedì 26 novembre, alla scadenza dei termini, la commissione Bilancio del Senato ha approvato il testo da inviare all’aula sulla legge di stabilità. Tuttavia non è stato affidato un mandato al relatore. In politichese burocratico, significa che tutte le modifiche al testo originale finora approvate decadono. Lega e Forza Italia hanno adottato una tattica ostruzionistica, approfittando del buco regolamentare che non prevede limiti di tempo agli interventi dei membri della commissione. Forza Italia quindi sta facendo le prove tecniche di opposizione.

La seduta al Senato comincia alle 9.30, mentre alle 9 si riunisce la conferenza dei capigruppo per stabilire un nuovo calendario del percorso che questa legge dovrà affrontare.

Il Governo intende riproporre tutte le modifiche saltate in commissione, attraverso un espediente fin troppe volte usato negli anni passati: un maxiemendamento, cioè una modifica unica che le raccoglierà tutte. Su questo l’Esecutivo di Enrico Letta (foto by InfoPhoto) ha annunciato che chiederà la fiducia. Il premier vorrebbe che il Senato approvasse la manovra prima che cominci la discussione sulla decadenza di Silvio Berlusconi, cioè mercoledì 27 novembre: una corsa contro il tempo.