L’Unione Europa ha dato il via libera alla legge di stabilità italiana. Il lascia passare era atteso per la giornata di martedì prossimo ma la riunione dei capi di gabinetto della Commissione l’ha anticipata, dando il via libera anche alla volontarietà dei contributi nazionali destinati al Fondo investimenti – che saranno anche esclusi dal calcolo del deficit. Ricordiamo che il Fondo europeo per gli investimenti (FEI) è stato istituito nel 1994 per sostenere le piccole e medie imprese. L’azionista di maggioranza è la Banca europea per gli investimenti, con la quale il Fondo forma il Gruppo BEI.

L’Europa ha dunque invitato il governo italiano a proseguire con le riforme necessarie e ha assicurato che non attiverà alcuna procedura di infrazione per il 2014, riconoscendo che l’anno è stato segnato da circostanze particolari. La manovra italiana sarà però oggetto di revisione nel mese di marzo 2015. Alcune voci assicurano che il via libera alla legge di stabilità sia il frutto di un accordo che Renzi e Juncker – presidente della Commissione Europea – avrebbero raggiunto nel corso del recente G20 a Brisbane, in Australia.

Già prima di ottenere il lascia passare europeo, la legge di stabilità stava seguendo il suo iter parlamentare: martedì il testo sarà votato in commissione e giovedì 27 novembre arriverà a Montecitorio. Fra le questioni ancora aperte si discute in merito ai fondi pensione (considerarli rendite finanziare e aumentare le tasse oppure no?), all’Irap (si studiano misure per le aziende che non hanno dipendenti), alla revisione delle norme per i patronati e al fondo famiglia (da calcolare in base all’Isee).

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