Nel pomeriggio di lunedì 26 novembre il Senato ha respinto l’articolo 1 del disegno di legge sulla diffamazione. A voto segreto l’aula ha registrato 123 no, 29 sì e 9 astenuti. Il Pdl non ha partecipato alla votazione.

In seguito a questo risultato, il presidente Renato Schifani ha sospeso l’esame del resto del ddl, poiché la bocciatura del primo articolo ne comporta sostanzialmente il rigetto completo.

Il contestatissimo disegno di legge, di cui Francesco Rutelli è uno dei principali sostenitori, prevedeva inizialmente multe estreme per giornalisti e direttori rei di una diffamazione, oltre a interdizione dalla professione e pubblicazione forzata di rettifiche senza contradditorio. Poi è stato modificato nella versione sotto esame oggi, in cui per lo stesso reato veniva previsto il carcere per il solo estensore dell’articolo ed una multa per il direttore.

La questione è stata sollevata dalla vicenda che ha coinvolto il direttore del Giornale, Alessandro Sallusti, condannato a 14 mesi per aver diffamato un giudice quando dirigeva Libero. Sallusti ha rifiutato la possibilità di affidamento ai servizi sociali in alternativa al carcere. E’ di oggi la notizia secondo cui il procuratore di Milano, Edmondo Bruti Liberati, ha emesso un decreto di sospensione dell’esecuzione della pena, seguendo i dettami della legge cosiddetta “svuota carceri”, la 199 del 2012. Il procuratore ha trasmesso al magistrato di sorveglianza la proposta di far scontare la pena a Sallusti al domicilio della sua attuale compagna, Daniela Santanché.

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