L’Aula della Camera prenderà in esame la legge elettorale il 27 febbraio, sempre che in questi 26 giorni terminino i lavori di analisi della Commissioni Affari costituzionali.

A esultare sono tutte le forze politiche che hanno richiesto a gran voce elezioni in tempi brevi, perché nel caso in cui ciò dovesse avvenire la Camera potrà chiedere il contingentamento dei tempi a partire dal 1 marzo, garantendo una rapida approvazione.

È quanto emerso in queste ore dalla conferenza dei capigruppo della Camera, che ha visto l’approvazione di Pd, Lega Nord, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle, con richiesta della calendarizzazione di questi ultimi.

Ettore Rosato, capogruppo del Pd, ha confermato le previsioni e ha illustrato i prossimi passi: “Siamo ad una accelerazione vera. C’è l’intesa dichiarata di fare rapidamente la legge elettorale. Ora bisogna far prevalere la sintesi politica con un lavoro che accolga le indicazioni del presidente Mattarella. Per questo serve il senso di responsabilità di tutti. E’ bene che il Parlamento doti il Paese di una buona legge elettorale. Lo abbiamo fatto faticosamente con l’Italicum; speriamo di fare meno fatica oggi”.

La mossa però non è piaciuta ai restanti schieramenti quali Forza Italia, Sinistra Italiana e Nuovo Centrodestra. Angelino Alfano ha affermato di avere molte riserve “su una corsa verso il voto mentre il Paese è attanagliato da mille problemi, alcuni dei quali chiedono urgente soluzione come il terremoto, le banche e l’Europa”.

Matteo Renzi, dichiaratosi tranquillo, ha approvato la decisione, perché vista come una risoluzione al problema dei vitalizi e all’allungamento innaturale della legislatura: “Per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso. L’unica cosa è evitare che scattino i vitalizi perché sarebbe molto ingiusto verso i cittadini. Sarebbe assurdo“.

La strategia del Pd sembra essere quella di tentare un rapido accordo blindato sulla legge elettorale, e in caso contrario spingere per il ritorno alle urne entro giugno con i sistemi elettorali per Camera e Senato delineati dalle due sentenze della Corte Costituzionale.