Il disegno di legge sul nuovo sistema elettorale, nome in codice italicum, è stato accolto al suo arrivo alla commissione affari costituzionali della Camera da una pioggia di 318 emendamenti, nemmeno poi tanti. Una trentina portavano il marchio del Partito democratico. Matteo Renzi ha quindi aperto l’ombrello e ha convinto i compagni a ritirarli quasi tutti.

Ma di nuovo comincia il balletto con Forza Italia. Il 27 gennaio in serata il segretario del Pd ha incontrato Denis Verdini, il tessitore berlusconiano. Si tratta sulla soglia del premio di maggioranza, cioè la percentuale di voti minima da ottenere perché una coalizione possa vincerlo senza andare al ballottaggio.

Secondo diverse fonti si cercherebbe di alzare questa quota dal 35 al 38%. Tuttavia una nota di Forza Italia successiva all’incontro sottolinea che la soglia resta quella iniziale. E’ possibile che Renzi e Silvio Berlusconi possano nuovamente incontrarsi, il 28 gennaio secondo alcune voci.

Renzi (foto by InfoPhoto) è comunque deciso a non cedere. Parlando alla trasmissione Piazza pulita, ha lanciato un messaggio ai ribelli del suo partito: “Io faccio le cose mettendoci la faccia. Adesso se qualcuno di nascosto vuol fare il furbo, è un problema di credibilità sua, non mia“.

Nel frattempo tra gli emendamenti presentati da Forza Italia c’è anche il cosiddetto salva-Lega. Propone di modificare la soglia di sbarramento per consentire l’ingresso anche a liste con forte radicamento regionale candidate in non più di 7 circoscrizioni in cui abbiano preso almeno l’8% dei voti, a condizione che le circoscrizioni abbiano almeno il 20% della popolazione nazionale.