Tutti e tre gli emendamenti a favore delle deputate sono stati respinti alla Camera. L’aula, a voto segreto, ha bocciato le quote rosa nella nuova legge elettorale Italicum e fatto scattare l’ira delle parlamentari che ora minacciano a far mancare il numero legale alla riforma. Laura Boldrini, presidente della Camera: “Persa una grande occasione”.

I tre emendamenti bocciati:

1) L’alternanza di genere in lista, vietando che potessero esserci due candidati dello stesso sesso in sequenza.

2) Nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 50% per i capilista.

3) La proporzione del 40-60% per i capilista.

I primi due nonostante fossero bipartisan non hanno ottenuto i voti sufficienti per passare, più o meno in tutti e tre i no hanno vinto con un centinaio di voti in più rispetto ai si. A volere lo scrutinio segreto erano stati 39 parlamentari di Forza Italia, Fdi, Ncd e Udc.

La sorpresa è la spaccatura all’interno del Pd ma il premier e segretario del partito di maggioranza, Matteo Renzi, però assicura: “Nelle liste democratiche l’alternanza sarà assicurata”. Anche il Movimento 5 Stelle ha votato contro.

Nella giornata di ieri la maggioranze delle deputate erano vestite di bianco, rispondendo all’appello di Laura Ravetto (FI), come segno per sostenere in modo bipartisan la parità di genere.

Oltre alla parità di genere restano ancora da sciogliere molti nodi prima dell’approvazione finale della nuova legge elettorale. A spiegarlo bene ci pensa Francesco Paolo Sisto, deputato di Forza Italia e relatore alla riforma del sistema di voto, “Ci sono ancora dei punti aperti, cioè che non sono stati votati ma accantonati. Tra questi, la delega al governo per le tabelle sui nuovi collegi, le multicandidature e il salva-Lega. Si sta lavorando a emendamenti che consentano di raggiungere un’intesa” ha dichiarato il deputato del partito di Silvio Berlusconi motivando la richiesta, poi accolta, di rinvio di alcune ore.