E’ slittato a lunedì prossimo l’esame definitivo dell’Italicum alla Camera. Ci sono ancora nodi da sciogliere su più piani: in primis assicurare la parità di genere. L’erede del Porcellum, infatti, prevederebbe fino a due voti di preferenza che, nel caso in cui vengano espressi entrambi, devono riguardare due candidati di sesso diverso compresi nella stessa lista, pena l’annullamento del voto di preferenza. I voti a favore sono stati 236, i voti contrari 278 (leggi qui in cosa consiste esattamente l’Italicum).

Quote rosa particolarmente care alla presidente Laura Boldrini che ha voluto incontrare prima del voto le deputate che sostengono gli la parità di genere: “È un tema che mi sta a cuore – aveva esordito la presidente - abbiamo due articoli della Costituzione, il 3 (sull’uguaglianza) e il 51 (sulla promozione delle pari opportunità), che ci spingono in questa direzione e la metà della nostra popolazione è costituita da donne. La nuova legge elettorale deve tenere conto di questo. Faccio appello a tutte le forze politiche, a deputati e deputate, perché prevalga il senso di responsabilità e le richieste avanzate in questo senso vengano prese in considerazione. Il rispetto della parità di genere è una causa che riguarda tutti e che si deve tradurre in azioni concrete. Anche così si mette in atto il cambiamento“.

Tra le presenti all’incontro, tra le altre, le parlamentari Pd Barbara Pollastrini e Roberta Agostini, Dorina Bianchi (Ncd), Titti Di Salvo (Sel), Irene Tinagli (Sc) e Gea Schirò (PI).

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