“Bene, ora avanti così”, questa la reazione di Matteo Renzi dopo aver visto respinte le pregiudiziali di costituzionalità presentate dai gruppi di minoranza.

La legge elettorale prosegue il proprio iter, tornerà alla Camera l’11 febbraio. Fallito il tentativo di bocciare la riforma da parte di 25 deputati “franchi tiratori”, cioè deputati che si sono espressi in dissenso rispetto al proprio gruppo.
Le opposizioni avevano anche chiesto che il voto di ieri in commissione fosse ripetuto: no della Boldrini, la Lega e M5S abbandonano la seduta creando una “temporanea alleanza” tra le due forze di opposizione. (foto by InfoPhoto)

Intanto prima del’11 febbraio si studieranno le modifiche da apportare al testo. Il Pd è alle prese con la propria minoranza sulla questione delle liste bloccate, e il tentativo di salvare Sel se non superasse la soglia di sbarramento. Forza Italia e Ncd sembrano più tranquilli.

Di Forza Italia il cosiddetto “salva-Lega” che salva le forze che non raggiungano il 4,5% a livello nazionale ma si siano presentate “in almeno 3 e non più di sette circoscrizioni” che rappresentino almeno il 20% della popolazione italiana e “che abbiano ottenuto almeno l’8%” nei collegi in cui si sono presentati.

Per riepilogare: la “creatura” nata dall’accordo tra i due leader di FI e PD, Berlusconi e Renzi, ha una soglia per il premio di maggioranza è al 37 per cento, al 4,5 per cento la soglia di sbarramento per i partiti in coalizione.