L’assemblea dei deputati del Partito democratico era in programma il 10 febbraio, tuttavia la tempesta scoppiata intorno al presidente della Repubblica ha costretto ad un rinvio. Inoltre Matteo Renzi è stato a colloquio nella serata per ben due ore con Giorgio Napolitano ed è apparso abbastanza contrariato all’uscita, andandosene senza rilasciare dichiarazioni, cosa per lui inusuale.

E’ possibile che il capo dello Stato abbia fatto notare al segretario del Pd il proprio disappunto per i continui attacchi al Governo provenienti proprio dal partito di maggioranza. E forse Napolitano può avere aggiunto che c’è molto lavoro da fare, molte riforme da portare a termine, prima che si possa parlare di cambi al vertice o di elezioni.

Sta di fatto che nella mattinata dell’11 febbraio, quando a Roma l’assemblea dei deputati Pd è finalmente cominciata, Renzi (foto by InfoPhoto) ha frenato la spinta contro Enrico Letta. Il segretario ha detto essenzialmente che l’italicum da solo non è sufficiente. Serve altro. Queste le sue parole: “L’italicum è la risposta della politica alla crisi istituzionale, ma è anche la risposta a spinte economiche e sociali. Non serve solo la legge elettorale ma anche la riforma del Senato e del titolo V della Costituzione per dare una risposta della politica“.

Tuttavia Renzi non rinuncia ad una frecciatina all’Esecutivo: “La batteria del governo è scarica, dobbiamo deccidere se va ricaricata o cambiata“.