Il presidente della Repubblica li invita a fare presto. Loro vanno in pausa fino al 20 novembre. La legge elettorale, una delle riforme principali da affrontare in questa legislatura, su cui Giorgio Napolitano ha condizionato il proprio assenso a farsi rieleggere al Quirinale, è sempre più in alto mare. Nella serata del 12 novembre la commissione Affari costituzionali del Senato ha respinto di misura la proposta di adottare un doppio turno di coalizione, avanzata da Pd, Sel e Scelta civica (11 voti a favore). Hanno votato contro (10 voti) Pdl, Lega e Gal; astenuti (4 voti) M5S e Autonomie; al Senato l’astensione vale come voto contrario, a differenza della Camera. Quindi per l’ennesima volta la maggioranza di Pd e Pdl prende strade opposte.

Avere una legge elettorale decente è fondamentale. Se dalle elezioni non esce una maggioranza chiara, diventa difficile formare un Governo forte, così si è costretti alle “larghe intese”, che non piacciono a nessuno e faticano ad andare avanti (foto by InfoPhoto).

Napolitano vorrebbe che i partiti cambiassero la legge prima del 3 dicembre, giorno in cui la Consulta si pronuncerà sulla costituzionalità dell’attuale sistema, quello che tutti chiamano Porcellum. Il rinvio deciso il 12 novembre invece deriva dall’appuntamento del 16 novembre col Consiglio nazionale del Pdl, in cui forse si capirà più chiaramente se la nuova Forza Italia sarà un partito compatto oppure, come molti osservatori indicano invece probabile, comporterà la spaccatura definitiva tra governativi alfaniani e falchi berlusconiani.

Non fare nulla diventa quindi la cosa più facile.