L’attuale legge elettorale, anche conosciuta come “il porcellum”, è stata bocciata dalla Corte Costituzionale in tutti e due i punti sottoposti al vaglio: il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze. La decisione consiste nel cancellare il premio di maggioranza, considerato troppo grande, e nell’inserire una preferenza laddove la legge non le prevedeva.

Ora, nel breve non si sanno le conseguenze politiche, si parla già di mezzo parlamento “illegale” con presenze che non dovrebbero stare dove stanno e decisioni prese dalle personalità elette con questa legge che non sarebbero valide. Quello che sorprende sono le reazioni politiche che non sembrano variare molto l’una dall’altra, ma che per la maggior parte sembrano dire, “Ok, rifacciamo tutto e torniamo a votare”, tranne i partiti al governo, ma con il discorso su quale legge utilizzare ancora aperto.

Da Forza Italia, partito recentemente passato all’opposizione, attraverso Renato Brunetta le parole più dure, “La sentenza dichiarando incostituzionale il Porcellum, delegittima politicamente chi siede oggi in Parlamento. Nessuno escluso. I ‘nominati’ sono delegittimati una volta, chi poi siede al Senato e alla Camera grazie al premio di maggioranza, è delegittimato due volte”, ha denunciato il presidente dei deputati del partito di Silvio Berlusconi. “Conseguenza moralmente impegnativa per sanare il contrasto tra realtà di fatto e diritto costituzionale, sono le elezioni da indire il prima possibile, con una nuova legge elettorale da approvare al più presto, limitandosi a dare esecuzione alla sentenza”. 

Dello stesso tono Beppe Grillo,  “La sentenza della Consulta di fatto cancella il Porcellum che va considerato decaduto con il ritorno immediato al voto con la precedente legge elettorale Mattarellum”, ha scritto il leader del M5S, che ha aggiunto, “Si torni al Mattarellum, si sciolgano le Camere e si vada al voto. Non ci sono alternative”.

“Il proporzionale è sistema di venti anni fa”, così Matteo Renzi in Emilia Romagna per la chiusura della sua campagna per le primarie Pd nella regione, “Politicamente la sentenza cambia poco, ma la legge elettorale che torna in vigore è quella proporzionale. Della Prima Repubblica. Non si puó far finire questi 20 anni tornando indietro” ha dichiarato il sindaco di Firenze e favorito alla corsa per la segreteria del suo partito. “Adesso il Parlamento non può scansare il suo dovere. La nostra proposta di doppio turno di collegio risponde perfettamente alle obiezioni della Corte e alle esigenze del Paese”, ha detto invece l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani. “Speriamo di poter convincere chi fin qui ha fatto melina sperando alla fine di tenersi il Porcellum”, ha concluso.

Mentre un soddisfatto Nichi Vendola, di SEL, ha commentato euforico, “E’ un raggio di sole nel gelo della democrazia, è un atto di giustizia contro quel Porcellum con cui la destra ha offeso l’Italia”, Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Sinistra ecologia libertà ha aggiunto, “è necessaria immediatamente una buona legge elettorale, che sia in linea con l’orientamento espresso dalla corte”. Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, definisce la decisione della Consulta “ottima”, “A questo punto non ci sono più pretesti e alibi per alcuno. Si deve procedere con urgenza a cambiare la legge elettorale” così il leader del Ncd.

Infine la reazione del padre dell’attuale legge elettorale, Roberto Calderoli della Lega, che ha dichiarato quello che la maggioranza pensa, “Con la bocciatura della Consulta si è aperto il vaso di pandora”. “Ora ci saranno una serie di conseguenze da valutare che derivano da questa bocciatura. Potrebbe essere delegittimato il parlamento, potrebbe essere delegittimanto il governo sostenuto da questo parlamento delegittimato. E’ delegittimato il presidente della Repubblica eletto per due volte da un Parlamento eletto con questa legge elettorale, è delegittimata la Corte costituzionale che in parte è composta da membri eletti da un Parlamento illegittimo. E’ legittima una sentenza espressa da un organismo che non è legittimato?”.