Tradire il proprio compagno/a, rubare o anche semplicemente bere alcool può costare caro a chi si trova nello Stato del Brunei. La decisione del sultano Bolkiah, famoso per il suo lussuoso stile di vita, le sue incredibili auto han fatto di lui uno degli uomini più invidiati al mondo,  ha sorpreso un po’ tutti nel panorama internazionale.

Entro i prossimi sei mesi entreranno a far parte del codice penale dello Stato, in un’interpretazione sempre più stretta della Sharia, il codice morale dell’Islam.

“Con l’entrata in vigore di questa legislazione il nostro dovere nei confronti di Allah è adempiuto”, ha dichiarato il sultano, tra gli uomini più ricchi al mondo, durante una conferenza stampa di presentazione delle nuove norme che però interesseranno solo la popolazione musulmana. (foto by InfoPhoto)

Il paese è a maggioranza di fede islamica, gli altri sono Cristiani e Buddisti

Le reazioni nel nostro paese non si sono fatte attendere, cosi  Souad Sbai, presidente dell’ Associazione ACMID (donne marocchine in Italia), “La decisione di questi giorni del monarca Hassanal Bolkiah, uno degli uomini più ricchi del mondo, di introdurre la Sharia nel Brunei, piccolo sultanato nel Borneo, mi lascia esterrefatta. Anziché scegliere un modello islamico moderato, come quello su cui si fonda il Marocco, dove è in atto un percorso di emancipazione più culturalmente autentico, Bolkiah guida il Paese verso un diritto penale severo e intollerante. L’introduzione, infatti, del codice morale islamico, nella sua interpretazione più stretta, che prevede tra l’altro  l’obbligo di indossare il burqa e la lapidazione per adulterio, colpisce principalmente le donne. Dopo la primave ra araba, nei Paesi limitrofi, come l’Indonesia, l’integralismo è cresciuto molto più velocemente negli ultimi 10 anni”.