La legge di Stabilità non è ancora arrivata alla sua versione definitiva per cui non c’è ancora la certezza. Ma visto che l’emendamento del M5S è stato ripreso dal governo Renzi è altamente probabile che la norma sopravviva a tutti i passaggi parlamentari. di cosa si tratta? L’emendamento prevederebbe la sospensione per il triennio 2015-2017 del pagamento della quota capitale di mutui e prestiti.

Ciò significa che anche per chi si aprirà questa possibilità ci saranno sempre da pagare gli interessi sul mutuo/prestito, ma comunque, allungando il piano di ammortamento, si ridurrebbe il numero delle persone che non riescono a far fronte ai propri impegni finanziari, e/o si libererebbero “risorse per generare liquidità e far ripartire l’economia” sono le parole del deputato del M5S Francesco Cariello.

Piccolo problema: la riscrittura della norma fatta dal governo Renzi ha depotenziato la portata del provvedimento. Nella versione M5S si prevedeva che il Mef, il Mise, l’Abi e le associazione dei consumatori e delle imprese avessero tre mesi per predisporre tutte le misure che permettessero la sospensione del pagamento della quota capitale per i successivi tre anni. La versione governativa ha sostituito il “predisporre” con un più mite “concordano”, ed ha aggiunto una clausola di salvaguardia per cui la misura non deve comportare “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“.

Tradotto per il largo pubblico, ciò significa che probabilmente la norma porterà alla sospensione dei mutui solo per poche persone, perdendo gran parte del suo potenziale. Per renderla più efficace bisognerebbe prevedere almeno un centinaio di milioni come fondi di garanzia per lanciare l’iniziativa. D’altra parte l’emendamento M5S aveva un obiettivo alto ma non so se prevedesse la relativa – necessaria – copertura finanziaria.

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