La strage di Newtown ha lasciato il segno in parecchi cittadini americani. Ed ecco che il giorno di Santo Stefano, davanti alla Sport Arena di Los Angeles, si assiste a scene come questa: persone che arrivano con in mano fucili e lanciagranate, li consegnano nelle mani delle polizia per ricevere in cambio un buono di 100 o 200 dollari (a seconda che l’arma sia fucile e pistola) da spendere nei supermarket della città californiana.

E c’è stato un pienone. Forse per colpa della crisi che non risparmia nessuno o per il timore di una nuova restrittiva legge sulle armi promessa da Barack ObamaComunque la si voglia leggere la Giornata del Gun BuyBack (riacquisto delle armi), promossa dal sindaco Antonio Villaraigosa, ha riscosso grande successo (foto dailynews.com). In poche ore la polizia ha recuperato più di 2000 armi da fuoco (75 mitragliatori, 698 fucili, 901 pistole e 363 fucili da caccia), la maggioranza acquistate illegalmente (a LA si procurano facilmente e per meno di 200 dollari).

Il Gun BuyBack, istituito da Villaraigosa nel 2009, di solito si tiene in in maggio ma è stata anticipato a pochi giorni dal massacro di Newtown per sensibilizzare ancor di più l’opinione pubblica. E il bottino della polizia ha superato le precedenti edizioni. Ma queste lodevoli iniziative da sole non bastano: gli americani restano purtroppo ancorati all’idea che possedere armi sia un diritto. Secondo un recente sondaggio Reuters/Ipsos il 48% vorrebbe leggi più restrittive sulle armi, ma il 68% ritiene giusto che una persona possa essere proprietario di un’arma.