Continua a far discutere la proposta di legge sulla legittima difesa avanzata dalla Lega Nord, che per la seconda volta arriva alla Camera dopo essere già stata respinta una volta. Le polemiche sul testo della riforma però non accennano a placarsi e proprio per questo motivo anche la seduta di oggi ha visto un nuovo ritorno in Commissione Giustizia.

A tenere banco questa volta sono i contrasti che dividono la maggioranza formata da Pd e Nuovo centrodestra: quest’ultimo accusa infatti gli alleati di voler ammorbidire troppo il testo, mentre il partito rappresentativo del governo trova troppo dure le proposte delle Lega Nord.
Nella diatriba si è inserita anche Area popolare, che vorrebbe emendamenti specifici per la tutela dei minori.

In sostanza il testo della proposta di legge sulla legittima difesa parte come modifica all’articolo 52 del Codice Penale: il partito di Salvini chiede che chiunque sorprenda un estraneo (un ladro, per attenersi ai più recenti fatti di cronaca) nella propria abitazione o luogo di lavoro possa sempre mettere in atto azioni “per respingere l’ingresso, mediante effrazione o contro la volontà del proprietario, con violenza o minaccia di uso di armi da parte di persona travisata o di più persone riunite”.

Il Pd invece vorrebbe agire sull’articolo 59, che riconosce legittimo l’uso di un’arma solo se vi è effettivo pericolo o se l’errore di valutazione può essere imputato a “un grave turbamento psichico e se è stato causato dalla persona contro cui è diretto il fatto“.

Tra le più dure reazioni al rinvio in Commissione Giustizia c’è stata quella di Daniela Santanchè la quale ha affermato di non riuscire a giustificare “questa continua fuga dal Parlamento, questa non voglia di discutere di un problema importante per i cittadini italiani perché il Partito Democratico vuole assolutamente far capire che la sicurezza dei cittadini italiani è una cosa che non gli importa assolutamente niente“.

Dal canto suo Walter Verini, membro del Pd in Commissione, ha affermato che difficilmente ci sarà spazio per la proposta della Lega, definita “demagogica e populista”, mentre “già oggi la norma sulla legittima difesa è soddisfacente e l’emendamento Ermini tutela chi è indotto nell’errore di valutazione nel difendersi, è un ulteriore aiuto ai magistrati per l’interpretazione”, per non chiudendo le porte a un’ulteriore discussione.