L’eleganza del riccio (L’Élégance du hérisson) è il secondo romanzo di Muriel Barbery, scrittrice francese laureatasi in filosofia e docente presso l’IUFM di Saint-Lô (Normandia). Dopo “Une gourmandise“, edito in Francia nel 2000 e tradotto in 14 lingue (pubblicato in Italia nel 2001 con il titolo “Una golosità”), l’autrice si è dedicata alla stesura della sua seconda opera, uscita in Francia nel 2006 e rivelatasi una delle maggiori sorprese editoriali dell’anno.

Grazie al passaparola dei lettori, “L’eleganza del riccio” ha in breve tempo venduto 2 milioni di copie, affermandosi come best-seller internazionale, tradotto in 31 lingue e insignito di numerosi premi. L’edizione italiana ha raggiunto il primo posto nella classifica generale delle vendite nel febbraio 2008, mentre nel 2009 dal libro è stato tratto il film dal titolo “Il riccio”, per la regia di Mona Achache.

Il libro deve il suo successo al passaparola dei lettori, rimasti affascinati dal riuscito connubio di leggerezza e profondità, in cui le numerose citazioni filosofiche si alternano a pagine divertenti e velate di sottile ironia; un’opera colta e appassionante, intelligente e divertente al tempo stesso, in cui la narrazione scorre fluida e i personaggi risultano ben delineati.

Madame Renée Michel ha 54 anni e da 27 lavora come portinaia al numero 7 di rue de Grenelle, un palazzo elegante, abitato da famiglie dell’alta borghesia parigina. Renée è la perfetta immagine dello stereotipo della portinaia, pigra e sciatta, ma in realtà nasconde una cultura sterminata: legge Tolstoj e Kant, ascolta musica classica, adora l’arte, la filosofia, la cultura orientale ed è dotata di una pungente ironia. Ma Renée non ama mettersi in mostra e grazie a questo trucchetto di autodifesa è così libera di continuare a coltivare i suoi hobby da autodidatta. Nello stesso palazzo abita Paloma Josse, figlia minore di una ricca e potente famiglia, nella quale però non si sente a suo agio. E’ una ragazzina fin troppo intelligente, ma come Renée, Paloma cerca di nascondere la sua natura fingendosi discreta e disinteressata poiché sa che dove l’apparenza conta più di qualsiasi altra cosa, possedere uno spiccato senso critico è una rovina. Finché, stanca della vita, Paloma decide di togliersi la vita il giorno del suo tredicesimo compleanno. Nella vita del condominio irrompe però un nuovo personaggio: Monsieur Kakuro Ozu, un signore giapponese, che ha il dono di vedere lontano, riuscendo a smascherare la vera natura delle sue protagoniste, che si avvicinano così l’una all’altra. “Madame Michel ha l’eleganza del riccio”, scrive Paloma, “fuori è protetta da aculei, una vera e propria fortezza, ma ho il sospetto che dentro sia semplice e raffinata come i ricci, animaletti fintamente indolenti, risolutamente solitari e terribilmente eleganti”.

Un romanzo profondo e denso di significati, ricco di rimandi alla letteratura, alla filosofia e all’arte, che non si esaurisce nella pura lettura, ma suscita nel lettore inevitabili riflessioni.