Laudato sì, è questo il titolo della seconda enciclica di Papa Francesco che in centonovanta pagine suddivise in sei capitoli si concentra in particolar modo sui cambiamenti climatici, sui problemi ambientali e sulle possibili guerre che potrebbero scatenarsi a causa dell’approvvigionamento di risorse esauribili. Lo scenario delineato dall’enciclica di Papa Francesco sembra quasi apocalittico: il Santo Padre parla di armi nucleari e delle probabile conseguenze, disastrose, che esse potrebbero avere sull’ambiente e su tutti gli esseri viventi.

Enciclica di Papa Francesco: l’inquinamento

Il primo argomento affrontato da Bergoglio nell’enciclica riguarda proprio l’ambiente e l’inquinamento e mette in guardia su quello che sta diventando sempre più “un immenso deposito di immondizia”. Il Pontefice non dimentica di citare nessuna delle catastrofi ambientali di cui siamo abituati a sentir parlare, mostrando un’anima green tutt’altro che superficiale: dal riscaldamento globale alla deforestazione, dall’esaurimento delle risorse naturali alla crescita smisurata di alcune città, che rende poi impossibile vivere in modo salutare. Papa Francesco non dimentica ovviamente chi deve sopportare maggiori disagi, come molte delle popolazioni africane, ad esempio, che quotidianamente devono lottare per sopravvivere e per cercare una fonte preziosa come può essere l’acqua. Per il Papa la soluzione a molti di questi problemi potrebbe essere la decrescita demografica: una soluzione che passerebbe attraverso la riduzione della natalità, ottenuta anche con pressioni internazionali sui Paesi in via di sviluppo.

Enciclica di Papa Francesco: la creazione

All’interno del secondo capitolo della sua enciclica, Papa Francesco torna a parlare dello sfruttamento selvaggio della natura ma invita anche a non equiparare tutti gli esseri viventi e a non divinizzare la Terra. Il Pontefice critica chi si batte le per altre specie e dimentica di agire allo stesso modo per difendere la pari dignità tra gli esseri umani: “È evidente l’incoerenza di chi lotta contro il traffico di animali a rischio di estinzione, ma rimane del tutto indifferente davanti alla tratta di persone, si disinteressa dei poveri, o è determinato a distruggere un altro essere umano che non gli è gradito“.

Enciclica di Papa Francesco: radice umana della crisi ecologica

Nel terzo capitolo, Bergoglio punta l’indice sull’uomo, reo di aver provocato la crisi ecologica e ricorda come “l’energia nucleare, la biotecnologia, l’informatica, la conoscenza del nostro stesso DNA e altre potenzialità che abbiamo acquisito ci offrono un tremendo potere“. Per il Papa rappresenterebbe un pericolo soprattutto il fatto che questo potere sia in mano a pochi: un rischio da non sottovalutare affatto. Ecco dunque che la cultura ecologicadovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico“.

Enciclica di Papa Francesco: prendersi cura della natura

Per Papa Francesco combattere la povertà e prendersi cura della natura sono problemi strettamente correlati: “L’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani, e dalla relazione di ciascuna persona con sé stessa“, così scrive il Pontefice nell’enciclica Laudato sì. Proprio per questo Bergoglio parla di un’ecologia sociale e di un’ecologia culturale poiché: “L’imposizione di uno stile egemonico di vita legato a un modo di produzione può essere tanto nocivo quanto l’alterazione degli ecosistemi“.

Enciclica di Papa Francesco: l’economia sostenibile

Nel penultimo capitolo dell’enciclica, Bergoglio suggerisce alcune soluzioni per evitare le catastrofi cui potremmo andare incontro. Si comincia con la programmazione di un’agricoltura sostenibile per poi passare a forme rinnovabili e poco inquinanti di energia. Ogni Stato dovrebbe vigilare sul proprio territorio e incoraggiare quelle che vengono definite le buone pratiche, evitando di sottomettersi all’economia e alla tecnocrazia. Il Papa ne ha anche per le banche: “Il salvataggio ad ogni costo delle banche, facendo pagare il prezzo alla popolazione, senza la ferma decisione di rivedere e riformare l’intero sistema, riafferma un dominio assoluto della finanza“.

Enciclica di Papa Francesco: cambiare lo stile di vita

Nel capitolo conclusivo dell’enciclica, il sesto, Papa Francesco chiede alle persone di non cedere al consumismo ossessivo poiché esso “fa credere a tutti che sono liberi finché conservano una pretesa libertà di consumare” e perché : “l’ossessione per uno stile di vita consumistico, soprattutto quando solo pochi possono sostenerlo, potrà provocare soltanto violenza e distruzione reciproca“. Secondo Bergoglio, cambiando stile di vita si può infatti “esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale“.