Dopo il nulla di fatto dell’incontro tra Enrico Letta e Matteo Renzi tenutosi questa mattina a Palazzo Chigi, le sorti del Governo sono ancora in bilico. Sembra, infatti, che il segretario del PD e il premier non siano arrivati a un punto d’incontro. Si tratta di un muro contro muro, nessuno dei due vuole cambiare la propria posizione. Renzi ha annunciato che domani, durante la riunione del Partito Democratico che si terrà alle 15, chiarirà quali sono le sue posizioni in merito.

Enrico Letta, durante la conferenza stampa appena conclusasi ha presentato il suo nuovo patto di coalizione tra partiti. Il Governo deve andare avanti con il lavoro iniziato 10 mesi fa. Queste sono state le parole del premier, che non ha nessuna intenzione di dimettersi.

“La durata d’impegno in Italia per come la vedo io è collegata al completamento di questa riforma. Siamo stati in grado di cambiare la legge elettorale e di essere finalmente arrivati alla riforma del titolo V della Costituzione. Io ritengo che questo debba essere un lavoro che vada a compimento. Lo dico perché troppe discussioni in queste ore sono legate alle date dei prossimi giorni. Le scadenze devono essere unicamente legate agli obiettivi da raggiungere. Sul tema della politica abbiamo fatto molti passi avanti, tra cui la legge elettorale e per il superamento dell’empasse sul finanziamento pubblico dei partiti. Io mi considero un uomo delle istituzioni, così penso di essermi comportato fino adesso e così continuerò a comportarmi. La mia vicenda nasce da una situazione drammatica nata tra febbraio e aprile dell’anno scorso, al termine della quale solo il sacrifico del presidente Napolitano che, dopo aver accettato una nuova investitura, ha portato a uno sblocco e alla nascita di quello che io ho sempre definito Governo di servizio al Paese. Non fa parte del mio DNA rompere la continuità di uno spirito legato al destino del Paese e non a prospettive personali che mi riguardano. Questa legislatura non è nata grazie all’elezione del popolo, ma in Parlamento e come tale il lavoro che dev’essere fatto è quello in cui ognuno si esprime nelle sedi appropriate assumendosi le proprie responsabilità, in primis io e il mio partito. Io chiedo solo chiarezza, penso la chiedano i cittadini italiani. Le dimissioni non si danno per dicerie o per manovre di palazzo. Il rispetto nei confronti delle istituzioni si manifesta pronunciando chiaramente ciò che si vuole. Bisogna giocare a carte scoperte. Sono orgoglioso di quello che abbiamo fatto in questi 10 mesi. Le condizioni difficilissime non ci hanno permesso di fare tutto ciò che avremmo voluto”.

Il Premier ha proseguito parlando della sua posizione e delle ostilità che ha incontrato nel corso degli ultimi 10 mesi: “Sono stati talmente tanti quelli che hanno tentato di cacciarmi da qui che ho vissuto ogni giorno come se fosse l’ultimo. L’hashtag è #iosonosereno anzi zen“.

Il lavoro svolto dal Governo Letta, secondo le parole pronunciate dal premier, ha dato risultati concreti e Letta si è detto “orgoglioso di quello che come squadra abbiamo fatto. Il Paese aveva il segno meno e noi abbiamo preso il mano il timone dell’Italia trasformando il segno in più. E’ una crescita piccola, sì, ma è positiva. Io penso che sia poco ma è sicuramente una fondamentale indicazione di marcia che ci consente di guardare al futuro. Il debito scende per la prima volta grazie alle privatizzazioni dopo 6 anni. Il deficit è sotto il 3%. Sono elementi fondamentali per far sì che il piu presto possibile le imprese e i cittadini tocchino con mano questi benefici che ancora non si sono trasformati nell’occupazione”.

Ha concluso la conferenza stampa parlando di quelli che sono i progetti del suo governo, esplicitando quali punti verranno presi in considerazione e che hanno la massima priorità: “Le elaborazioni di questo progetto sono frutto di un lavoro collettivo e di un confronto dentro la coalizione, con le parti sociali. Offro questo patto di coalizione ai partiti, al parlamento, ai cittadini. Ci sono molte idee, una visione di cambiamento dell’Europa che ritengo essenziale e il 1 luglio è una chance importante per cambiare l’Italia. Una visione d’Italia che riparte col tentativo di permettere alle imprese di crescere e che si rivolge alla società italiana mutuando uno slogan calcistico “You’ll never walk alone“. I cambiamenti ci saranno e saranno possibili attraverso un cambio di marcia significativo in cui i ministeri dovranno collaborare. Il nostro Paese è carico di annunci e decisioni, ma nessuno ne segue fino in fondo le attuazioni, che si perdono e non vengono nemmeno prese in considerazione. Tra i sei punti che sono stati presentati e che regolano i concerti amministrativi, ci sono priorità principali legate al lavoro e all’occupazione. Importante anche la questione finanziaria e le risorse. Tra gli obiettivi preposti si dovrà prendere sul serio l’azione di spendig review, l’occupazione, specialmente quella giovanile che è in difficoltà, e il tema dell’istruzione. Il motto dev’essere “cominciare e finire prima”, facendo in modo di essere competitivi con gli altri grandi Paesi. Questo comporterà costi significativi che copriremo, ma anche questo fa parte dell’impegno perché l’istruzione e l’attenzione ai ragazzi e ai bambini sono il futuro. Ci sarà anche impegno massimo sulla politica estera, in particolare per quanto riguarda la recente questione dei Marò. Verranno attuati interventi contro le mafie e sulla legalità. Si guarda alle opportunità, dobbiamo coglierle.

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